mercoledì 2 dicembre 2015

Visti da vicino, pagine come quadri

Un Incontro tanti volti, e pagine intriganti
Il giorno sabato 5 dicembre  alle 17,30 alla Biblioteca delle Oblate a Firenze, in via dell'Oriolo, saranno presentati  dal gruppo websemantico 2 libri ricchi di spunti interessanti: Isolina di Paolo Medici e Visti da vicino, 1955-2015 di Paola Capitani

Isolina è la storia di una coppia di adolescenti che svolgono attività di volontariato presso l'Istituto Montedomini a Firenze nel 1966 .. anno dell'alluvione figure e stati d'animo, immagini e atteggiamenti, sentimenti ed azioni,  storia personale e grande storia...

"Una storia, nella quale realtà e fantasia, ricordi reali e immaginari si miscelano equamente fino a creare un composto omogeneo di uno spaccato di vita insolita. Luoghi ed eventi più o meno noti ai fiorentini fanno da palcoscenico allo svolgersi della storia. Lo scenario richiama l’alluvione del 1966, l’inesorabile distruzione, ma anche la grinta tipicamente fiorentina di risorgere, in una contrapposizione millenaria di coesistenza tra l’uomo e la natura."

Incipit
"A passo svelto mi dirigevo verso la parrocchia, con la testa piena d’interrogativi, come un frullatore a pieno regime, "Ma che vuole da me il parroco, neanche lo conosco? Non frequento la parrocchia con assiduità tanto da essere in confidenza con lui”. Questi erano i pensieri che mi turbinavano in testa dopo aver ricevuto la sua telefonata con la quale mi convocava presso il suo studio, in parrocchia.
     Un tiepido sole primaverile emergeva dal freddo invernale scaldando l’aria e rendendo piacevole il cammino verso la chiesa parrocchiale. Chiesa e locali parrocchiali si affacciano su piazza Savonarola, tipica piazza del tessuto urbano fiorentino, con alberi, aiuole, siepi e panchine. Una piazza frequentatissima dai residenti, fra i quali potevi trovare i bambini che frequentavano il vicino asilo  che negli spazi della piazza giocavano spensierati sotto gli sguardi vigili di nonni e mamme premurose. Era quasi una regola incontrare i ragazzi delle elementari e delle medie che giocavano a pallone negli immaginari campi da calcio della piazza..."

Visti da vicino: una carrellata di episodi, aneddoti, brani di storia vissuti in prima persona dall'autrice, la giramondo e cantastorie per eccellenza Paola Capitano, incontri suggestivi con personaggi quali Pupi Avati, Romola Bellandi, Bianca Bianchi, Don Luigi Calonghi, Wanda Ferragamo, Stefania Fuscagni, Giorgio La Pira, Sandra Landi, Fioretta Mazzei, Mauro Pagliai, Enzo Petrini, Laura Poli, e altri esponenti della cultura non solo fiorentina

Pennellate di parole semplici e sorprendenti che colpiscono gli occhi prima del cuore, che delineano con dovizia di particolari e curiosità soggetti tanto interessanti quanto famosi

 I libri sono in stampa dalla Tipografia Calducci e si possono leggere in formato digitale come ebook su www.edida.net

Storie particolari, storie vere, storie da non perdere
Vi aspettiamo!
Un piccolo assaggio gustoso tratto dal libro Visti da vicino, pagine  in cui si traccia con delicata leggerezza un morbido ritratto...  
 "La Romola, donna dalle mani e dalla testa eccezionali, grande viaggiatrice spiccatamente curiosa, ha il dono di immortalare dettagli caratteristici o di quotidianità, tramonti, angolature insolite..."

 Ci ha donato un acquarello  dipinto per noi "Volo spezzato in  azzurro" che abbiamo utilizzato per la locandina  del 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne

       "L’ho conosciuta ad una cena estiva, a luglio, per San Romolo, in uno scoppiettante cielo stellato, arricchito dai fuochi di artificio. Una serata tra amici (attori, pittori, musicisti, ricercatori, stilisti..) che si affacciavano alla magica terrazza su Firenze, dove, in una cucchiaiata si raccoglie la storia etrusca e romana, medievale e rinascimentale della città.
    Curiosa delle persone e degli eventi raduna spesso amici e colleghi nella splendida casa di Monterinaldi, una finestra magica su un panorama da sogno. Ancora tiene anche un corso di acquerello, che credo sia la sua passione primaria, ogni lunedì pomeriggio, con la stessa passione e le stesse emozioni di sempre. Le sue cene sono occasione di mostre, presentazioni di libri, conoscenze di autori e artisti nelle varie discipline, Il garbo e l’attenzione di Romola sono un valore aggiunto non indifferente, uniti al suo entusiasmo e alla sua naturale curiosità che la rendono una “fanciulla senza età”.  Attenta agli altri e alle loro vite si interessa di quanto accade intorno, pronta a mettersi in gioco in nuove iniziative e progetti...
Romola Bellandi, l'estate in un acquerello
tocco leggero, fatato....

martedì 17 novembre 2015

No ad ogni tipo di violenza

 Gli sconcertanti fatti di venerdì scorso ci riportano con crudezza a riflettere sulla violenza a cui noi 

vogliamo dire No, un no fermo e convinto perché l'odio agisce contro ogni forma di diritto e rappresenta 


la negazione di ogni forma di emancipazione, no dunque al terrorismo, no alla costruzione di un clima di 


terrore, no alle discriminazioni, no alle disuguaglianze no alla sopraffazione, no a tutte le forme di 


classismo e razzismo, no a tutte le impietose sudditanze. 

È una battaglia questa che può essere vinta solo se sarà giocata da molti in contemporanea e  su più fronti, quello politico, quello culturale e quello economico. Una guerra no, non vorremmo, anche se alcuni ritengono di poter e dover contare sul fronte militare, con risposte armate che oggi, purtroppo come ieri, forse appaiono  legittime e necessarie  ma non possono e non debbono essere la sola risposta, la violenza chiama violenza e i morti altri morti, non quindi una catena virtuosa ma solo una visione luttuosa e pestifera che ammorba i paesi.
Vittime sempre le  Donne, madri, figlie, sorelle, amiche, compagne, coloro che generano la vita
25 novembre, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Per dire No ad ogni forma di VIOLENZA dopo gli ultimi drammatici avvenimenti
l’Italia intera si mobilita con manifestazioni, flash mob, convegni e iniziative per sensibilizzare le coscienze di fronte alle tante, troppe situazioni di violenza di cui veniamo a conoscenza ogni giorno. 
 Ancora DONNA. Sarà presentato il rapporto sulla violenza di genere il giorno 24 novembre
Nel nostro paese ogni anno più di un milione di donne è soggetta a violenza, finisce nella rete dei soprusi al maschile, che si ripetono più volte arrivando alla  cifra di 14 milioni di atti di violenza (dallo schiaffo allo stupro senza contare la violenza sottile e psicologica ). In Europa ogni giorno sette donne vengono uccise e in Italia una donna muore ogni due giorni, sempre per mano del partner. Non si può restare indifferenti quando le cifre sono queste. Dobbiamo costruire percorsi di conoscenza e sensibilizzazione, chiedere finanziamenti ai governi per corsi di formazione nelle scuole, per informare ed accogliere chi è in difficoltà, per costruire una rete affidabile che agisca per modificare lo stato attuale che comunque in 10/15 anni ha fatto passi da gigante. 
Noi vogliamo testimoniare e discutere, quindi un caldo invito
25 Novembre 2015 - ore 16:00

GeneriAMO CambiaMENTI2
Centro D’ INCONTRO
Borgo San Lorenzo, piazza Dante 33
                                                                   
Il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999 ha designato il 25 novembre come Giornata dedicata al tema invitando i governi e le organizzazioni internazionali a promuovere attività volte a sensibilizzare l'opinione pubblica.

La Dott.ssa Emanuela Periccioli, delegata alle Pari Opportunità del comune di Borgo San Lorenzo, in collaborazione con: i ragazzi del progetto Kontatto, con ReMida e con le Associazioni del Centro D’Incontro, organizza un pomeriggio di condivisione in cui soggetti diversi si confronteranno sul tema della violenza.

In continuità con quanto messo in campo l’anno passato e con gli obiettivi di costruire intorno al tema forte condivisione tra le generazioni e di creare una Rete sul territorio tra coloro che si occupano di tematiche sociali, abbiamo predisposto laboratori, formazione, incontri ed altre attività che confluiscono nella giornata del 25 novembre come da programma allegato, partendo da una istallazione ed un flash mob di fronte al Comune.
Vogliamo dire insieme BASTA ad ogni forma di violenza ricordando che ben il 14 % di donne in Italia ha sperimentato su di sé forme diverse di aggressione da quella psicologica, al mobbing, da minacce a persecuzioni.

La giornata comincerà con Stefania Zuri, dell’associazione Artemisia, che presenta lo sportello di ascolto in Comune, l’intervento dell’Assessore Cristina Becchi, a seguire Maria Stella Dallai, infermiera volontaria con la sua recente esperienza in Costa D’avorio, gli interventi dei ragazzi del progetto Kontatto,  e poi letture, musica e molto altro ancora.
A concludere la serata le performance teatrali con Anna Scalabrini e le artiste di FraMentidiVersi, seguite da un aperitivo offerto da Unicoop Borgo San Lorenzo.


Tutte le attività sono ad ingresso gratuito.
Grazie per diffondere e partecipare, forza ragazzi, l'anno passato il campo è stato vostro! Repetita iuvat

sabato 24 ottobre 2015

Cari vecchi nonni

I nonni figure di riferimento affettivo e solido sostegno, indispensabili prima inutili poi.
Far comprendere ai bambini ed ai  ragazzi il valore  del passato e del futuro attraverso gli occhi esperti di chi ha vissuto e scrutato tanto che riesce a guardare lontano con saggezza ed esperienza contaminando i cambiamenti e  accompagnandoli con un sapere talvolta incredulo.
Albert Anker (1831-1910), Il nonno racconta una storia (1884)
cambia chi racconta ma la storia si ripete
Avviciniamo il valore dell'esperienza al valore delle nuove competenze cercando fili di tessitura e trame indispensabili per rimanere "connessi"

Oggi noi teatranti al Galluzzo, all'Istituto  Principe Abamelek, Via delle Bagnese 4, PER ...donare un'ora di svago e sorriso a chi sicuramente molto ha donato ed oggi per motivi diversi rappresenta solo un peso gestito da estranei.

PER... scoprire un Personaggio interessante
PER... visitare uno spazio prezioso del territorio fiorentino
Marija Pavlovna Abamelek Lazareva, San Donato- 22 gennaio 1876-Firenze 21 luglio 1955
- Figlia di Pavel Pavlovič Demidov (1839-1885) e Elena Petrovna Trubeckaja (1852-1917), quinta di sei figli (senza contare il fratello Elim, avuto dal padre dalla prima moglie, Marija Elimovna Meščerskaja), nasce nella tenuta di famiglia a San Donato vicino Firenze (la villa è venduta nel 1881, oggi non se ne vedono che pochi resti). La famiglia Demidov vanta una lunga storia in suolo italiano, le loro proprietà in Toscana sono numerose (Quarto, Pratolino, S. Andrea in Percussina, San Martino all'isola d'Elba). L'infanzia della principessa trascorre tra Pietroburgo e Firenze, anche dopo la morte del padre. Nel 1897 sposa il principe Semen Semenovič Abamelek-Lazarev e da quel momento vive tra la tenuta di Pratolino e la villa del marito a Roma.
Alla morte del marito, ucciso nel Caucaso nel 1916, villa Abamelek, secondo il testamento da lui redatto nel 1912 (con postilla del 1913), resta alla moglie e alla morte di lei deve essere donata all'Accademia di Belle Arti di Pietroburgo o, in caso di rifiuto di quest'ultima, all'Accademia delle Scienze per la fondazione di un istituto a suo nome. Inizialmente Marija Pavlovna non rivendica la proprietà della villa, lasciandola appunto all'Accademia di Belle Arti. Dopo la rivoluzione d'ottobre la principessa, per non lasciare la proprietà in possesso delle istituzioni bolsceviche, avvia una lunga causa giudiziaria, che "in seguito al benevolo interessamento del Duce" volge inizialmente a suo favore; nel maggio 1937, tramite il suo segretario, Fedor Galka, la principessa prega ancora una volta Mussolini di provvedere perché la causa, fissata in Corte d'Appello di Roma il 25 maggio 1937, non venga rimandata e sia "discussa e passata per la decisione in detto giorno". La causa sarà invece rimandata al 15 giugno [SPD CO, f. 108.860]. I documenti relativi alla causa giudiziaria si conservano nell'archivio della principessa (cfr.L'archivio della principessa Demidova. Lettere e documenti, p. 39). Caduto il fascismo, la villa è espropriata dal governo italiano nel 1946 e l'anno seguente riconsegnata al governo dell'URSS (è tuttora la residenza ufficiale dell'ambasciatore russo in Italia).
I rapporti di M. P. Abamelek-Lazareva con il governo italiano sono ottimi sia prima che dopo l'avvento del fascismo. Già durante la Prima guerra mondiale trasforma la sua villa del Galluzzo, vicino Firenze, in ospedale per i feriti, per poi donarla a conflitto finito ai mutilati di guerra; alla donazione aggiunge, inoltre, una somma di denaro da utilizzare per l'istituzione della Casa Nazionale Simone Abamelek-Lazarev per i grandi mutilati di guerra ("La Tribuna", 29.4.1924, p. 5). Nel 1919 viene economicamente in aiuto ai carabinieri feriti durante un incidente a Sesto Fiorentino. Una folla di manifestanti, durante un comizio della Lega proletaria fra mutilati e invalidi di guerra, aveva avuto duri scontri con i carabinieri al grido "Viva la Russia, Viva la Rivoluzione" [ACS PS 1919, b. 97, cat. G1, f. Sezione Lega Proletari fra mutilati e reduci di guerra (Sesto fiorentino Firenze)]. Anni più tardi, il 5 marzo 1930, la principessa viene ricevuta in udienza dal duce e mette a disposizione una somma di diecimila lire per aiutare le famiglie delle vittime di una valanga a Bolognola (MC) [SPD CO, f. 108.860].
Il 10 aprile 1930, in occasione delle nozze di Edda Mussolini con il conte Ciano, Marija Pavlovna fa pervenire al duce un regalo in "segno della grande ammirazione che nutre per Chi ha salvato l'Italia dall'abisso in cui è caduta la sua patria, la Russia" [SPD CO, f. 108.860]. Quattro anni dopo, in seguito all'uccisione di re Alessandro I di Jugoslavia da parte di nazionalisti croati (9 ottobre 1934), invia a Mussolini il seguente telegramma:
"S. E. Mussolini - Roma.
Coll'animo devotamente affezionato prego V. E. di non partecipare al corteo. Vorrà compatire questo mio angoscioso sentimento, dopo l'orribile fatto di Marsiglia. L'Italia è Lei e Lei è l'Italia. Maria Abamelek Lazarew".
Il Prefetto di Firenze, che comunica il contenuto del telegramma al Ministero dell'Interno, dice che la principessa ha assicurato che "suo telegramma non è stato dettato da alcun elemento concreto, ma unicamente da presentimento suo allarme" [SPD CO, f. 108.860].
Nel 1931, tramite Galka, Marija Pavlova scrive a Ettore Lo Gatto, in partenza per Mosca, pregandolo di recarsi a Kiev per ritirare e portare in Italia il testamento della madre Elena Petrovna, morta a Odessa nel 1917 (le sue spoglie erano state trasferite a Firenze da Odessa nel 1930).
Negli ultimi anni di vita la principessa fa vita ritirata a Pratolino circondata da pochi servitori, dalla governante e dai segretari. Muore nel 1955.

Insieme PER...divertirsi con interscambio generazionale, tra sguardi, mani e carezze, poche certezze, 
                         cordialità parole e musica
PER... ricordarci che l'egoismo non premia e la generosità rivitalizza
PER... avere la consapevolezza che basta poco per essere più sereni/felici
                             Tu non sei i tuoi anni,
né la taglia che indossi,
non sei il tuo peso
o il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome,
o le fossette sulle tue guance,
sei tutti i libri che hai letto,
e tutte le parole che dici
sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte,
quando sapevi di esser tutta sola,
sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi,
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.
Sei fatta di così tanta bellezza
ma forse tutto ciò ti sfugge
da quando hai deciso di esser
tutto quello che non sei.
Ernest Miller Hemingway

Per i curiosi il programma x oggi della Compagnia Giullari e Menestrelli, capitanata da Paola Capitani
Presentazione della compagnia
Stacchetto musicale
Suor Paolina e Fra Antonio
Stacchetto
Sora Bice icche la dice  (Paola e Lory)
Stacchetto
La cavalla (Antonio e Paola)
Stacchetto
Rime per gli ospiti, ballata di Emanuela Periccioli
Stacchetti musicali
Cenerentola ( Antonio e Paola)
Barzellette Antonio, Lory, Paola
Stacchetti
Giro di interventi tra gli ospiti
stacchetto musicale conclusivo con coro


mercoledì 14 ottobre 2015

Suggerimenti e Riferimenti

Ogni giorno sulle pagine dei quotidiani rimbalzano immagini di orrori o inferni, si tratta di stragi di migranti che cercando salvezza restano impietriti per sempre o irretiti in maglie di criminalità e legalitaria trucida prassi, di omicidi spesso passionali che vedono nel grande mitizzato cavaliere azzurro un terribile sanguinolento orco,  di malapolitica e malasanità che distruggono la fiducia e inchiodano alla giustizia gli indegni avidi nostri rappresentanti, i  malcapitati del momento. Potremmo continuare l'elenco ma se si scruta nell'intimo privato di ognuno, oltre al lato pubblico delle questioni morali o materiali  si scoprono macerie,  un inferno personale fatto di passioni tristi, di emozioni stropicciate, di ambizioni e frustrazioni, di perdite e di memorie, di sacro e di profano...
Questo libro appassiona per concedere al lettore di trasferirsi dal buio dell'inferno letterario alla luce del paradiso metaforico
Buona lettura

la copertina

Un giorno tutti ci troveremo in una selva oscura. Per me quel giorno giunse otto anni fa. Ero uscito di casa in una mattina come tutte le altre; a mezzogiorno ero vedovo e padre».  Spaesato e travolto dal senso di vuoto per l'improvvisa morte della moglie, a Joseph non bastano le tenere smorfie della piccola Isabel per restare ancorato alla terra. D'istinto si aggrappa al mondo lontano delle sue radici: ritorna in seno alla famiglia d'origine, un nutrito gruppo di immigrati calabresi, che lo circonda di un affetto pragmatico e silenzioso, e lì cerca la forza per ricominciare a vivere. La trova nel poeta che più ama, Dante, che nel dolore della perdita – per la donna amata, per la sempre rimpianta Firenze – ha vissuto e scritto un capolavoro. Attraverso la Divina Commedia, Joseph scende nell'Inferno della solitudine, risale verso la delicata speranza del Purgatorio e trova nel Paradiso la riappacificazione con i suoi fantasmi e la promessa di una futura felicità. Che ha il volto sorridente della sua bimba, compagna dolce e paziente di questo travagliato viaggio, e di un nuovo amore. Oltre la selva oscura è un memoir di grande impatto emotivo, coinvolgente e universale, che celebra i legami più autentici – «Casa mia era il respiro di mia figlia sulla mia spalla» – ma anche lo straordinario potere della letteratura. Perché solo una grande opera sa entrare in risonanza con i nostri sentimenti, guarisce il dolore e ci restituisce la capacità di amare.

mercoledì 7 ottobre 2015

Per una professione/passione

"Il vero insegnante è colui che ha sempre voglia  di imparare, perché solo così potrà trasmettere amore per la scuola."
Don Milani
aula partecipata
Ho insegnato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia

dati allarmanti...
Analfabetismo funzionale, italiani ai vertici








Il 47% degli italiani, dice l‘OCSE, si informa (o non si informa), vota (o non vota), lavora (o non lavora), seguendo soltanto una capacità di analisi elementare: una capacità di analisi, quindi, che non solo sfugge la complessità, ma che anche davanti ad un evento complesso (la crisi economica, le guerre, la politica nazionale o internazionale, lo spread) è capace di trarre solo una comprensione basilare. In altre parole soffre di analfabetismo funzionale. E la percentuale è talmente alta da far balzare il nostro paese al vertice di questa speciale classifica.
Con il termine analfabetismo funzionale si designa l’incapacità di un individuo di usare in modo efficiente le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana. Un analfabeta è anche una persona che sa scrivere il suo nome e che magari aggiorna il suo status su Facebook, ma che non è capace “di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere con testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità”.
Un analfabeta funzionale, apparentemente, non deve chiedere aiuto a nessuno, come invece succedeva una volta, quando esisteva una vera e propria professione – lo scrivano – per indicare le persone che, a pagamento, leggevano e scrivevano le lettere per i parenti lontani. Un analfabeta funzionale, però, anche se apparentemente autonomo, non capisce i termini di una polizza assicurativa, non comprende il senso di un articolo pubblicato su un quotidiano, non è capace di riassumere e di appassionarsi ad un testo scritto, non è in grado di interpretare un grafico. Non è capace, quindi, di leggere e comprendere la società complessa nella quale si trova a vivere.
Un analfabeta funzionale, quindi, traduce il mondo paragonandolo esclusivamente alle sue esperienze dirette (la crisi economica è soltanto la diminuzione del suo potere d’acquisto, la guerra in Ucraina è un problema solo se aumenta il prezzo del gas, il taglio delle tasse è giusto anche se corrisponde ad un taglio dei servizi pubblici…) e non è capace di costruire un’analisi che tenga conto anche delle conseguenze indirette, collettive, a lungo termine, lontane per spazio o per tempo.
aula politica e senso civico

Un grave danno anche a livello politico, mancando infatti una preparazione profonda, interiorizzata, frutto di studio e passione con competenze da esercitare nei vari settori, si assiste ad una approssimazione e superficialità dei nostri leader che parlano alla pancia e al cuore ma raramente alle teste pensanti dei cittadini, non sudditi, non per incapacità comunicativa ma per visione miope del passato e del futuro
inoltre come suggerisce la grande Paola C., ridere, saper promuovere il sorriso, non giudicare, non lamentarsi...

lunedì 21 settembre 2015

Spunti in rosa

Consigli per uomini aperti e donne sensibili

La forza delle donne in un pugno chiuso, tutta racchiusa e concentrata sugli altri, soffio di vento, respiro di vita, battito d'ali la schiude, diffusa e soffusa si spande, nulla può fermarla, si moltiplica rigenerandosi in forme diverse, si esercita e si perpetua in eterno. 
Pensi di fermarla, la rabbia ti assale, invidiose gelosie ti opacizzano lo sguardo, non illuderti, soffio vitale Resiste ed Esiste, la tua violenza altro non appare che cattivo seme inaridito e non raccolto, putrefatto, marcito, la vita, la dignità, l'amore ben  altra storia.

Non innamorarti di una donna che legge
Non innamorarti di una donna che legge,
di una donna che sente troppo,
di una donna che scrive…
Non innamorarti di una donna colta, maga, delirante, pazza.
Non innamorarti di una donna che pensa,
che sa di sapere e che inoltre è capace di volare,
di una donna che ha fede in se stessa.
Non innamorarti di una donna che ride
o piange mentre fa l’amore,
che sa trasformare il suo spirito in carne e, ancor di più, di una donna che ama la poesia (sono loro le più pericolose), o di una donna capace di restare mezz’ora davanti a un quadro o che non sa vivere senza la musica.
Non innamorarti di una donna intensa, ludica,
lucida, ribelle, irriverente.
Che non ti capiti mai di innamorarti di una donna così.
Perché quando ti innamori di una donna del genere, che rimanga con te oppure no, che ti ami o no, da una donna così, non si torna indietro.

Mai

di Martha Rivera Garridopaol

lunedì 14 settembre 2015

Alla ricerca di diversità

Risultati immagini per conchiglie rare
forme
Pioggia, profumo di mare penetra nella pelle, gli occhi spalancati e increduli di tanta bellezza, sfumature di colori introvabili ed irripetibili apparenti falsi d'autore catturano lo sguardo incerto; cammino, osservo, ammiro in questo piccolo triangolo di mare e terra, un paradisiaco angolo per perdersi nelle prime ore della mattina, per un disorientamento chiassoso nella restante giornata, fino al tramonto rosso infuocato da Capezzolo sull'Elba, spettacolare fermatura del giorno.

Passeggio veloce, imprimo sulla sabbia umida i miei piedi con certezza assoluta, frutto di abitudine ma non di assuefazione, scruto fra le pieghe umide del litorale, tra il risciacquo dell'onda, tra la sabbia dorata colpita da un brillare per me comune, una madreperlacea forma, illusione di ricchezza, una bellezza sovrumana, l'onda va, l'onda viene e ritorna, questo il momento magico... 
Ancora, passo passo si ripete la forte emozione, non sfugge al mio sguardo nulla, fatico nella fissità movimentata dell'andamento regolare dell'acqua a scrutare forme nuove a cogliere occasioni, mai delusa, ecco ancora un dono, irregolare, magico, diverso
 Tra il perlaceo e il grigio con bagliori  di bianco, pennellate di nero e non so di cos'altro, raccolgo e scruto, scruto e raccolgo, mai appagata di tanta bellezza e originalità.
Forme sempre diverse, strane, apparentemente di poco valore, una risorsa per me un'emozione che riesce a stupirmi, ad emozionarmi, a farmi sussultare ad ogni istante, che si ripete ogni giorno nel lungo periodo estivo; porgo la mia mano, catturo quel tesoro e sorrido, sola di una serena solitudine, sentendomi arricchita ma non sazia.
Perché la diversità non appare scontata e la ricerca mai uguale induce a ripetersi in gesti che solo all'occhio opaco sembrano uguali
Una ricerca di tesori racchiusi nella mia mano, da cullare come segreti da trattenere come sospiri, adrenalina alle stelle,  per ogni forma che il mare mi regala  generoso, sorprendendomi solo se pazientemente in ascolto, in attesa, in curiosa ricerca emozionale 
La diversità appagante del nulla e del tutto mi attende, vado a perdermi, ancora per pochi giorni il miracolo si ripete, il cuore batte, eccola, l'ho vista, è mia, si somma alla molteplice diversità che in vetri di casa crea enorme stupore nei visitatori increduli...
Dove le hai trovate, quante!? Diverse! Mai viste forme così.Come hai fatto? Che belle!!! 
Ottusi negli occhi e nel cuore le hanno calpestate senza né osservarle né raccoglierle, tesori scoperti solo se da altri apprezzati, un enorme vantaggio per la mia infinita rigenerante golosità.