lunedì 31 maggio 2021

Chi trova un amico trova un tesoro



 Donne e Uomini devono poter cambiare il Mondo

Viviamo relazioni articolate e complesse anche in famiglia, le nostre sensibilità spesso non colte ma umiliate, prevalgono egoismi profondi e incomprensioni latenti, un anno e mezzo di pandemia ha contribuito a rendere tutto questo intenso intrigo sentimentale ancor più annodato.  

In momenti tanto critici avere un amico per parlare e confidarsi, per camminare e riprendersi, per esporre le proprie idee ed essere compresi non è solo piacevole ma è vitale.

Chi trova un amico trova un tesoro

Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi di Emily Dickinson

Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano.
Se allevierò il dolore di una vita
o allevierò una pena
o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano!
L’oggi è lontano dall’infanzia
ma su e giù per le colline
tengo più stretta la sua mano
che accorcia tutte le distanze!
I piedi di chi cammina verso casa
vanno con sandali più leggeri! 

Emily Elizabeth Dickinson nota come Emily Dickinson è stata una poetessa statunitense, considerata tra i maggiori lirici moderni. Nata a Amherst, Massachusettsil 10 dicembre 1830 morta nello stesso luogo degli  Stati Uniti il 15 maggio 1886


Gli uomini sono fatti per intendersi di Paul Eluard

Gli uomini sono fatti per intendersi
per comprendersi amarsi
hanno figli che saranno padri d'uomini
hanno figli senza casa senza patria
che reinventeranno le case
che reinventeranno gli uomini
la natura e la patria
quella di tutti gli uomini
quella di tutti i tempi.

Paul Éluard, pseudonimo di Eugène Émile Paul Grindel  poeta francese  tra i maggiori esponenti del movimento surrealista nato a Saint Denis il 14 dicembre 1895- morto a Charenton Le Pont il 18 novembre 1952.

Mi vengono in mente molti detti, scritti e testi poetici ma tra i tanti motti e pensieri depositati su carte celebri i versi di Borges mi sembrano di ampio ed alto significato.

Amicizia di Jorge Luis Borges

Non posso darti soluzioni
per tutti i problema della vita
Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori,
però posso ascoltarli e dividerli con te
Non posso cambiare né il tuo passato
né il tuo futuro
Però quando serve starò vicino a te
Non posso evitarti di precipitare,
solamente posso offrirti la mia mano
perché ti sostenga senza cadere
La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo
non sono i miei
Però gioisco sinceramente quando ti vedo felice
Non giudico le decisioni che prendi nella vita
Mi limito ad appoggiarti a stimolarti
e aiutarti se me lo chiedi
Non posso tracciare limiti
dentro i quali devi muoverti,
Però posso offrirti lo spazio
necessario per crescere
Non posso evitare la tua sofferenza,
quando qualche pena ti tocca il cuore
Però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo.
Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere
Solamente posso volerti come sei
e provare ad  essere tua amica.

Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo è stato uno scrittore argentino tra i più alti esponenti della letteratura sudamericana, noto semplicemente come Jorge Luis Borges è stato uno scrittore, poeta, saggista, traduttore, filosofo e accademico argentino. Le opere di Borges hanno contribuito alla letteratura filosofica e al genere fantastico. 

Il suo stile severo, ricco d’ispirazioni letterarie e apparizioni fantastiche lo pone di diritto nella corrente di realismo magico, caratteristica peculiare della letteratura sudamericana della seconda metà del Novecento. 

Nato il 24 agosto 1899 a  Buenos Aires, morto il 14 giugno 1986 a Ginevra

venerdì 28 maggio 2021

STELLE tra le stelle


STELLE TRA LE STELLE

 Quante stelle ci hanno lasciato in questi ultimi anni e mesi, alcune hanno segnato il secolo passato illuminandoloaltre sono state sinonimo di cambiamento e rinnovamento. Due Grandi diversi ma simili ci hanno fatto sognare con parole, musica e poesia e passi lievi di danza di una naturale unica eleganza armonica, ci hanno lascito ma restano come simboli di due mondi artistici non in competizione ma che si completano. Franco Battiato e Carla Fracci. di loro tanto si è scritto e si narrerà, gesta, epopee e storia delle loro vite di impegno artistico e civile.

Vorrei solo banalmente rammentarli senza nessuna narrazione particolare visto che tutto possiamo reperire facilmente sulle loro vite strardinarie. 

Franco, ovvero Francesco Battiato, cantautore, eclettico musicista, regista e pittore siciliano nato il 23 Marzo 1945 a Ionia e morto il 18 maggio 2021 a Milo

Del 1979 L’era del cinghiale bianco, una svolta tra musica sperimentale e POP d’autore; famoso per i suoi testi tra misticismo e citazioni storiche molteplici, sapiente nel miscelare influenze musicali e incursioni di stili diversi nei suoi sublimi arrangiamenti. Un grande musicista, un santone, un asceta che è riuscito a coniugare con unicità di grandezza complessità e semplicità.

La sua musica resterà con Noi comunicandoci ampio respiro, evocazione eterna, necessità di cambiamento e purezza ascetica.



Carla, ovvero Carolina Fracci, una tra le più grandi ballerine italiane nata a Milano il 20 agosto 1936 e morta a Milano il 27 Maggio 2021, una star assoluta nel mondo della danza, avrebbe compiuto ad agosto 85 anni. Indimenticabile nella sua sofisticata eleganza in ruoli classici, da Giulietta a Giselle, una leggenda avvolta nella sua candida aurea, ricca di vitalità e spirito

Del 1969 LA DANZATRICE STANCA di Eugenio Montale

La poesia, che appartiene alla racconta “Diario del ’71 e del ’72”,  è in versi liberi ed è dedicata a Carla Fracci, una delle maggiori danzatrici classiche italiane. Nel 1969 la Fracci era in attesa di suo figlio quindi lontana dalle scene per maternità.

Torna a fiorir la rosa
che pur dianzi languia…



Dianzi? Vuol dire dapprima, poco fa.
E quando mai può dirsi per stagioni
che s’incastrano l’una nell’altra, amorfe?
Ma si parla della rifioritura
d’una convalescente, di una guancia
meno pallente ove non sia muffito
l’aggettivo, del più vivido accendersi
dell’occhio, anzi del guardo.
È questo il solo fiore che rimane
con qualche merto d’un tuo Dulcamara.
A te bastano i piedi sulla bilancia
per misurare i pochi milligrammi
che i già defunti turni stagionali
non seppero sottrarti. Poi potrai
rimettere le ali non più nubecola
celeste ma terrestre e non è detto
che il cielo se ne accorga. Basta che uno
stupisca che il tuo fiore si rincarna
a meraviglia. Non è di tutti i giorni
in questi nivei défilés di morte.

 Un saluto e un ricordo da noi mortali a chi resterà IMMORTALE


lunedì 17 maggio 2021

Una rondine non fa primavera

La grigia giornata permettere di ripensare al passato, ai suoi motti significativi, eccone alcuni

A mali estremi estremi rimedi

Il proverbio non ha segreti per chi ha molte primavere sulle spalle, fa parte di un vissuto in cui certe frasi lapidarie dettavano legge. Ripercorrere alcuni detti per rinnovarne il significato, l'evidente  saggezza che alcuni contengono appare di vasto respiro

Conflitto in Medio oriente

“La GUERRA finirà solo quando i padri  ameranno i propri figli più di quanto odino i propri nemici.”

“Violenza non conosce legge - Meglio pace certa che vittoria sperata- Il timore della guerra è comune in ogni terra"

Ieri le forze dell’aviazione israeliana hanno bombardato e distrutto la torre della stampa dove avevano sede tutti i maggiori mezzi di INFORMAZIONE, Hamas ha scatenato piogge di missili contro Tel Aviv con molte vittime israeliane. Cosa aspetta L’ONU?

  Chi ha tempo non aspetti tempo ( proverbio italiano, agire subito senza rimandare impegni)

 Quando piove lo stolto impreca contro gli dei, il saggio si procura un ombrello.
(Proverbio cinese, serve attivare strategie di sopravvivenza)

L'amicizia è una strada che scompare nella sabbia se non la si percorre con continuità (Proverbio del Congo, l’amicizia va coltivata)

Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono dei ripari, altri costruiscono dei mulini a vento.
(Proverbio cinese, utile agire prontamente)

Chi spreca il suo tempo deruba sé stesso.
(Proverbio africano, la vita è breve)

Una coscienza pulita è il cuscino migliore.
(Proverbio svedese, l’onestà fa riposare bene)

Puoi portare un cammello alla fonte ma non puoi costringerlo a bere.
(Proverbio arabo, la coscienza è personale)

Solo gli imbecilli non sbagliano mai.
(Proverbio francese, serve possedere senso critico)

Una buona risata allunga la vita.
(Proverbio svedese, ridere fa bene alla salute)

Coloro che hanno un piede nella canoa e un piede nella barca, stanno per cadere nel fiume.
(Proverbio nativo americano, prestare sempre attenzione )

Un gatto, per un topo, è come un leone.
(Proverbio albanese, il punto di vista è importante)

I libri e gli anni rendono saggio l’uomo.
(Proverbio spagnolo, letture e vita alimentano il sapere)

La casa poggia sulla donna e non sulla terra.
(Proverbio serbo, la donna  rende vitale una casa)

Colui che chiede è sciocco per cinque minuti, ma colui che non chiede rimane sciocco per sempre.
(Proverbio cinese, chiedere segno di interesse e intelligenza)

Domandare è lecito, rispondere è cortesia ( Proverbio italiano, non si nega risposta a nessuno)

Sii umile perché sei fatto di terra, sii nobile perché sei fatto di stelle.
(Proverbio serbo, invito a non essere superbo)

Anche se una scimmia si veste di seta, scimmia rimane.
(Proverbio spagnolo, importante non è apparire ma essere)

Non ereditiamo la Terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli.
(Proverbio nativo americano, comprendere il valore universale della terra)

Chi molto si vanta, poco fa.
(Proverbio francese, agire più che straparlare)

Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per la vita.
(Proverbio cinese, non donare solamente ma insegnare ad essere autonomi)

Ogni problema ha tre soluzioni: la mia soluzione, la tua soluzione e la soluzione giusta.
(Proverbio cinese, il punto di vista è importante)

Quando c’è una mèta anche il deserto diventa strada.
(Proverbio indiano, sapere dove andare è un valore assoluto)

La dolcezza ottiene più della violenza.
(Proverbio francese, i modi gentili ripagano)

Se le formiche si mettono d’accordo, possono spostare un elefante.
(Proverbio africano, l’unione fa la forza )

Boomerang e cattiverie tornano sempre indietro.
(Proverbio cinese, la maldicenza non paga)

Ci sono tre verità: la mia verità. la tua verità, e la verità.
(Proverbio cinese, l’importanza del punto di vista)

Parla soltanto quando sei sicuro che quello che dirai è più bello del silenzio.
(Proverbio arabo, pensa prima di parlare)

Nessuno conosce tutto, ma tutti conoscono qualcosa.
(Proverbio svedese, ogni competenza ha valore)

Pancia piena volto allegro.
(Proverbio portoghese, il cibo dona allegria)

Non si possono ammirare nello stesso tempo la luna, la neve e i fiori.
(Proverbio giapponese, per ogni cosa serve il suo tempo)

Il Sole brilla per tutti.
(Proverbio francese, indica l’universalità della vita otre altri valori)

I grandi sacrifici portano a grandi risultati.
(Proverbio cinese, serve lottare per vincere)

Ai ricchi si dà, ai poveri si prende.
(Proverbio tedesco, scarsa eticità politica)

Figli saggi, gloria per il padre e la madre.
(Proverbio vietnamita, i genitori godono dei figli che agiscono e parlano con prudenza)

È meglio esser fortunati che saggi.
(Proverbio inglese, molte volte la fortuna aiuta)

domenica 16 maggio 2021

Partir, ancora bellezza en plein air

 

Maggio 2021

Il Giardino delle Rose, uno spettacolo nello spettacolo. 

Un sali e scendi di colori e profumi che ammalianti riempiono gli occhi. 

 Il giardino come il viale dei Colli e i viali di circonvallazione è stato  stato  progettato in vista di  Firenze capitale del Regno d'Italia.

Realizzato nel 1865 da Giuseppe Poggi che aveva progettato una Firenze in grande, all’altezza della nuova situazione ( l’Impresa fu affidata a Giuseppe Poggi il 22 novembre 1864 dalla Commissione Straordinaria creata dal Comune)
Il modello francese del giardino di tipo naturale bucolico sorprende, la posizione si apre a panorami di assoluta bellezza. Copre circa un ettaro di terreno terrazzato nel perimetro tra viale Poggi, via di San Salvatore e via dei Bastioni dal quale si gode una splendida vista della città. 

Oggi il giardino conta circa 1000 varietà botaniche con ben 350 specie di rose antiche. Era in passato  una villetta di proprietà dei padri filippini "Podere di San Francesco", poi terrazzato per dar vita nei balzi ad una collezione di rose.

Aperto al pubblico nel 1895 durante la festa delle Arti e dei Fiori che la Società di belle arti e la Società italiana di orticoltura proposero in ogni mese di maggio. Il giardino nel 1998 si è arricchito di un’oasi giapponese donata dall'architetto  Yasuo Kitayama

Nel 2011 istallate nell’accogliente spazio, molto apprezzate proprio perché in armonia con l’ambiente, dieci sculture in bronzo e due gessi dell'artista belga Jean Michel Folon donate dalla vedova dell'artista al Comune di Firenze:

Un oiseau, 1993- Chat-oiseau, 1994- Chat, 1996- Vingt-cinquième pensée, 2001- Méditerranée, 2001- Panthère, 2003- Walking, 2003- Je me souviens, 2003 Folon sulla panchina invita ad una inevitabile foto i visitatori- Partir, 2005-2005 una  scutura che inquadra un viaggio reale ed immaginario nel bello

 La visita gratuita fruibile  in ogni giorno dell'anno offre la possibilità di sosta nei pratini coronati da favolosi cespugli di rose, da non perdere, magari con qualche raggio di sole.

venerdì 14 maggio 2021

Una esplosione di colori

 


  Maggio a Firenze

 Il periodo è propizio, la fioritura dell’iris esulta con invadenza mentre le sue macchie esplosive rallegrano con vigore i verdi balzi. Le innumerevoli screziature di colori forti e tenui sui petali delicati ma corposi incantano il visitatore riportandolo in una dimensione onirica che necessita di un pennello per essere narrata.

EsultaIris, parola greca che significa arcobaleno, è un fiore imponente, lieve e colorato dal portamento elegante. Il genere Iris  include oltre  duecento specie di piante appartenenti alla famiglia delle Iridacee,   in Italia meglio conosciuto come Giaggiolo. Gli Iris, di facile cura, si prestano per rallegrare ampi spazi, giardini, aiuole e terrazze, da coltivare in piena terra o in vaso.

Il fiore era già conosciuto all’epoca degli egizi e di altri antichi popoli. In Europa il rizoma dell’iris veniva utilizzato per profumare la biancheria ma anche per lenire gengive irritate dei neonati alle prese con i primi dentini.

Il suo nome deriva da Iride, la messaggera degli dei che, secondo la mitologia greca, aveva ali d’oro brillanti di rugiada che se  illuminata dai raggi del sole  si rivestiva di tutti i colori dell’arcobaleno; Iride era la dea preferita da Giunone che decise di premiarla trasformandola nell’iride, l’arcobaleno, il legame leggendario tra cielo e terra.

 

 Il Giardino dell’Iris di fianco al maestoso piazzale Michelangelo nasce nel 1954 con lo scopo di dare ospitalità ad un Concorso Internazionale annuale per le migliori varietà di Iris, il ‘Premio Firenze’, su iniziativa delle Signore Flaminia Specht e Nita Stross Radicati, membri della Società Italiana Amici dei Fiori ed appassionate ibridatrici. Il loro particolare interessamento rese possibile allestire la manifestazione nella città di Firenze, ritenuta la sua sede naturale per il legame che  ha sempre avuto  con questo fiore, tanto che nel suo gonfalone, come emblema appare una Iris, non un giglio, rossa in campo bianco.

 Piero Bargellini, assessore alle Belle Arti, sostenne l’iniziativa e riuscì a far assegnare ai promotori il terreno sul lato est del Piazzale Michelangelo, il ‘Podere dei Bastioni’, concedendo così la possibilità  di bandire, nel 1954, il primo Concorso Internazionale dell’Iris.

Specialisti, botanici, ibridatori, orticoltori provenienti da diverse nazioni estere visitano e operano nel Giardino per l’interesse scientifico che esso riveste in quanto importante riserva di germoplasma del genere Iris.

Il Giardino, su progetto iniziale dell’architetto Prof. Giuliano Zetti fu inaugurato nel maggio del 1957 arricchito di donazioni fatte da molti coltivatori .

Nel 1967, nella zona più bassa, fu costruito un laghetto per ospitare nel terreno acquitrinoso circostante le Iris giapponesi.

La Società Italiana dell’Iris è un’associazione culturale senza scopo di lucro nata con l’obiettivo di favorire la conoscenza, il progresso, il miglioramento, la diffusione e lo sviluppo della coltivazione delle Iris. La Società gestisce il Giardino dell’Iris di Firenze, unico al mondo nel suo genere,

Ogni anno propone un Concorso Internazionale di iris barbate ibride provenienti da tutto il mondo.

Camminare nei percorsi dei vialetti ben delineati del Giardino in un oliveto di circa due ettari e mezzo permette di ammirare in tutta la sua magnificenza le diverse fioriture di  Iris barbate alte e da bordura, Iris barbate intermedie e nane, giapponesi, sibirica, Louisiana,  ibridi molteplici e specie spontanee. Una vista che toglie il fiato per la stupefacente bellezza, da non perdere. 

Fino al 20 Maggio aperto ogni giorno ad ingresso gratuito

... da questo luogo periodicamente incantato una visita al vicino Giordino delle rose è obbligatoria

martedì 11 maggio 2021

Goccia a goccia riprende la vita

 



Tra criticità, polemiche, corruzione, bombe e sbarchi, notizie che appaiono ordinarie purtroppo,  riprende una apparente normalità con faticose vaccinazioni in corso. Le notizie sul Covid si allentano e ritornano pressanti i problemi che ci siamo lasciati alle spalle. 

La pioggia di questi giorni e la goccia che cade nella sua profonda maestria mi rammentano un delizioso racconto di Dino Buzzati ( Belluno16 ottobre1906 - Milano 28 gennaio1972) sposato con Almerina Antoniazzi 

Qualche copia  consunta  di uno dei tanti romanzi di Dino Buzzati forse sarà reperibile in libreria, Un amoreIl deserto dei tartari, I sette messaggeri o Il segreto del bosco vecchio, romanzo delizioso e profondo, senz'altro oggi in cui tutti si ritengono grandi scrittori di tutto si farà fatica a trovare, si vendono libri di scarso valore su ogni argomento, cibo di ogni tipo, biografie inutili e romanzi rosa, testi di scarso valore che vanno via come il pane ma leggere altro è una cosa diversa, ha un sapore più gustoso.

Mi piace proporre questo testo che rappresenta una allegoria superba: la vita temuta di una stupefacente goccia che rumorosamente sale … angoscia, precarietà della vita, morte, il tempo che passa, l'inquietudine che assale di notte, ognuno può trovarci il suo Perché.

Una scrittura considerata nel filone del Realismo Magico, "cioè di una letteratura che sappia sporcare vicende verosimili di elementi non reali, che non hanno significato in sé ma sono simbolo di qualcosa di altro."

Una goccia - Sessanta racconti-di Dino Buzzati -  Vince con questo il premio Strega nel 1948

 

Una goccia d'acqua sale i gradini della scala. La senti? Disteso in letto nel buio, ascolto il suo arcano cammino. Come fa? Saltella? Tic, tic, si ode ad intermittenza. Poi la goccia si ferma e magari per tutta la rimanente notte non si fa più viva. Tuttavia sale. Di gradino in gradino viene su, a differenza delle altre gocce che cascano perpendicolarmente, in ottemperanza alla legge di gravità, e alla fine fanno un piccolo schiocco, ben noto in tutto il mondo. Questa no: piano piano si innalza lungo la tromba delle scale lettera E dello sterminato casamento. Non siamo stati noi, adulti, raffinati, sensibilissimi, a segnalarla. Bensì una servetta del primo piano, squallida piccola ignorante creatura. Se ne accorse una sera, a ora tarda, quando tutti erano giè andati a dormire. Dopo un po' non seppe frenarsi, scese dal letto e corse a svegliare la padrona. "Signora" sussurrò   "signora!" "Cosa c'e'?" fece la padrona riscuotendosi. "Cosa succede?" C'e' una goccia signora, una goccia che vien su per le scale!" "Che cosa?" chiese l'altra sbalordita. " Una goccia che sale i gradini!" ripeté la servetta e quasi si metteva a piangere. "Va, va" imprecò la padrona "sei matta? Torna in letto, marsch! Hai bevuto, ecco il fatto, vergognosa. E' un pezzo che al mattino manca il vino nella bottiglia! Brutta sporca, se credi..." Ma la ragazzetta era fuggita, già rincattucciata  sotto le coperte. "Chissà che cosa le sarà mai saltato in mente, a quella stupida " pensava poi la padrona, in silenzio, avendo ormai perso il sonno. Ed ascoltando involontariamente la notte che dominava sul mondo, anche lei udì' il curioso rumore. Una goccia saliva le scale, positivamente. Gelosa dell'ordine, per un istante la signora pensò di uscire a vedere. Ma che cosa mai avrebbe potuto trovare alla miserabile luce delle lampadine oscurate, pendule dalla ringhiera? Come rintracciare una goccia in piena notte, con quel freddo, lungo le rampe tenebrose? Nei giorni successivi, di famiglia in famiglia, la voce si sparse lentamente e adesso tutti lo sanno nella casa, anche se preferiscono non parlarne, come di cosa sciocca di cui forse vergognarsi. Ora molte orecchie restano tese, nel buio, quando la notte è scesa a opprimere il genere umano. E chi pensa ad una cosa e chi ad un'altra. Certe notti la goccia tace. Altre volte invece, per lunghe ore non fa che spostarsi, su, su, si direbbe che non si debba più fermare, battono i cuori allorché il tenero passo sembra toccare la soglia. Meno male, non si è fermata. Eccola che si allontana, tic, tic, avviandosi al piano di sopra. So di positivo che gli inquilini dell'ammezzato pensano di essere ormai al sicuro. La goccia -essi credono- e' già passata davanti alla loro porta, né  avrà più occasione di disturbali; altri, ad esempio io che sto al sesto piano, hanno adesso motivi di inquietudine, non più loro. Ma chi gli dice che nelle prossime notti la goccia riprenderà il cammino dal punto dove era giunta l'ultima volta, o piuttosto non ricomincerà da capo, iniziando il viaggio dai primi scalini, umidi sempre, ed oscuri di abbondante immondizia? No, neppure loro possono ritenersi sicuri. Al mattino, uscendo di casa, si guarda attentamente la scala se mai sia rimasta qualche traccia. niente, come era prevedibile, non la più piccola impronta. Al mattino del resto chi prende più questa storia sul serio? Al sole del mattino l'uomo è  forte, e' un leone, anche se poche ore prima sbigottiva. O che quelli dell'ammezzato abbiano ragione? Noi del resto, che prima non sentivamo niente e ci si teneva esenti, da alcune notti pure noi udiamo qualcosa. La goccia è ancora lontana, è vero. A noi arriva solo un ticchettio leggerissimo, flebile eco attraverso i muri. Tuttavia e' segno che essa sta salendo e si fa sempre più vicina. Anche il dormire in una camera interna, lontana dalla tromba delle scale, non serve. Meglio sentirlo, il rumore, piuttosto che passare le notti nel dubbio se ci sia o meno. Chi abita in quelle camere riposte talora non riesce a resistere, sguscia in silenzio nei corridoi e se ne sta in anticamera al gelo, dietro la porta, col respiro sospeso, ascoltando. se la sente, non osa più allontanarsi, schiavo di indecifrabili paure. Peggio ancora però se tutto è tranquillo: in questo caso come escludere che, appena tornati a coricarsi, proprio allora non cominci il rumore? Che strana vita, dunque. E non poter far reclami, né  tentare rimedi, né  trovare una spiegazione che sciolga gli animi. E non poter neppure persuadere gli altri, delle altre case, i quali non sanno. Ma che cosa sarebbe poi questa goccia: -domandano con esasperante buona fede- un topo forse? Un rospetto uscito dalle cantine? No davvero. E allora -insistono- sarebbe per caso un'allegoria? Si vorrebbe per così dire, simboleggiare la morte? o qualche pericolo? e gli anni che passano? Niente affatto, signori: è semplicemente una goccia, solo che viene su per le scale. O più sottilmente si intende raffigurare i sogni e le chimere? Le terre vagheggiate e lontane dove si presume la felicità? Qualcosa di poetico insomma? No, assolutamente. oppure i posti più lontani ancora, al confine del mondo, ai quali mai giungeremo? Ma no, vi dico, non e' uno scherzo, non ci sono doppi sensi, trattasi aimè proprio di una goccia d'acqua, a quanto è dato presumere, che di notte viene su per le scale. Tic tic, misteriosamente, di gradino in gradino. E perciò si ha paura.

http://www.dinobuzzati.it/home.php

La paura è sempre dietro l'angolo, soprattutto in questi tempi complessi 👀

martedì 4 maggio 2021

Libertà di stampa, questa sconosciuta



Lasciato alle spalle il 1°  Maggio con tutte le stupide polemiche tra RAI e il furbetto narcisista Fedez, con una moltitudine di persone riverse in piazze e litorali assetate della ristorazione perduta e del caffè al bancone, ci ritroviamo ad un giorno importante  il 3 Maggio,  Giornata mondiale della Libertà di stampa. Come non ricordare, in questa giornata appena trascorsa nel silenzio sul tema, Daphne Caruana Galizia, giornalista e blogger di Malta, che dopo aver sporto denuncia per minacce di morte ( molti i suoi articoli di denuncia sulla corruzione del governo, sulle relazioni criminali con la mafia) è stata fatta saltare in aria  nella sua auto, una Peugeot 108, vicino alla sua dimora a Bidnija il 16 agosto 2017. 

Il primo ministro Muscat dopo la denuncia dell'atto barbarico  è costretto a dimettersi per lo scandalo dei politici legati all'assassinio della giornalista stessa.

 Molti testi interessanti di denuncia di Daphne sono stati raccolti dai figli e ora contenuti in un libro da non perdere "Dì la verità anche se la tua voce trema"  


Caruana Galizia aveva 53 anni quando fu assassinata, aveva 47 cause per diffamazione in corso, cinque delle quali in sede penale: quasi tutte le erano state intentate da politici e sostenitori di politici maltesi.

Per il suo omicidio tre uomini sono stati arrestati come materiali esecutori del crimine: Vince Muscat e i fratelli George e Alfred Degiorgio  ma non si è ancora scoperto chi fossero i mandanti.

   Le Sue parole

La dichiarazione che ho mandato ai media in risposta a quella rilasciata dalla società di Silvio Debono
Running Commentary, 11 marzo 2017, ore 11.24

Ieri, Silvio Debono e la sua società hanno presentato 19 cause per diffamazione contro di me, tutte sulla medesima questione, sfruttando il fatto che la legge consente loro di intentare una causa per ogni singolo commento, articolo o post apparso su un blog, anche qualora l’oggetto in discussione e l’autore siano gli stessi.

Come è emerso dal suo coinvolgimento con entrambi i partiti politici e con diversi politici da lui pagati per i servizi forniti, Debono ha un sacco di denaro da spendere per il suo obiettivo di ridurre al silenzio chi critica le sue scelte, il suo comportamento e il trattamento eccezionale che ha ricevuto da questo governo, che gli ha concesso – per una somma ridicola – un vasto appezzamento di terreni demaniali in un’area dal valore commerciale strategico, dove ora potrà speculare con la costruzione di un complesso di appartamenti.

Non potendo comprare il mio silenzio pagandomi per i miei “servizi professionali”, come ha fatto con altri, Debono ha adottato un’altra tattica: usare quel denaro per colpirmi con un numero record di cause per diffamazione. Non ha nessuna base su cui muoversi, ma non è questo il problema: le cause si trascineranno nei tribunali e io dovrò sborsare circa 8000 euro solo per presentare le mie risposte. Un’intimidazione del genere avrebbe indotto qualunque altra persona ad arrendersi, ma per quanto mi riguarda posso dire che, con me, una tattica del genere non funzionerà.

La legge non protegge i giornalisti che si trovano in questa situazione, visto che non è necessario avere motivi fondati per avviare una causa. I motivi fondati servono soltanto per vincerla. Nel processo non c’è alcuna valutazione preliminare della fondatezza o meno della causa, e questo significa che un aggressore che si sente minacciato e vuole intimidire giornalisti e critici – un politico come Christian Cardona, per esempio, o un affarista come Silvio Debono – può intentare molteplici cause per diffamazione, usandole come una forma estrema di molestia nei confronti della sua vittima.
Non lo fanno per proteggere la loro reputazione, dato che di fatto quest’ultima esce molto più danneggiata da una tale aggressività contro coloro che li mettono sotto esame e criticano il loro comportamento. Lo fanno, invece, per ridurre al silenzio le critiche attraverso la paura e l’intimidazione. Ciò è in linea con il fatto che oggi a Malta viviamo in una cultura della paura.

La società di Silvio Debono ha dichiarato di non aver preso la decisione “in fretta o a cuor leggero” e che avrebbero preferito non prenderla affatto. Io penso però che, al contrario, vorrebbero fare molto di più che citarmi per diffamazione, e che il loro problema non sia stato il dilemma morale sull’opportunità di aprire o meno diciannove cause per diffamazione, ma quello di trovare un avvocato disposto a portare avanti il loro piano perverso.

Nella stessa dichiarazione si legge anche che “per diverse settimane di seguito” io ho “attaccato, calunniato e mentito” sul loro conto. Questo è palesemente falso. La questione è diventata di interesse pubblico soltanto una settimana fa, e sono i post che ho pubblicato sul blog nell’ultima settimana ad averli davvero irritati, perché sono arrivati vicinissimi alla verità. Debono ce la sta già mettendo tutta per danneggiare la propria reputazione in vista dell’emissione di obbligazioni da cui dipende la realizzazione del suo progetto, e non ha bisogno del mio aiuto per farlo. Inoltre, come Debono e i suoi avranno modo di scoprire quando la questione arriverà infine in tribunale, le opinioni basate sui fatti non sono menzogne e non possono essere considerate diffamazione.

“Scrive come se a lei non si applicassero le leggi che esistono in ogni democrazia europea per proteggere i cittadini da tali infamie. È chiaro che pensa che noi non dovremmo godere del beneficio di queste leggi che proteggono noi e i nostri diritti” afferma la dichiarazione di Debono.

La mia risposta è che in ogni altra democrazia europea a Silvio Debono non sarebbe stato possibile fare quello che ha fatto qui per diversi anni, e di certo non gli sarebbe stato possibile acquisire un così vasto appezzamento di terreni demaniali in un’area dal valore strategico, rimuovendo a tal scopo un importante collegio pubblico, grazie ai suoi stretti legami con il partito al governo, per poi anche comprare il silenzio del vicecapo dell’opposizione pagandolo per i suoi servizi professionali riguardo a quello stesso affare. Le democrazie europee proteggono i cittadini comuni e i giornalisti dalle prevaricazioni di individui come Debono e come i politici che lo proteggo- no e lo servono.

Debono afferma che se la corte gli riconoscerà un risarcimento per i danni subiti, devolverà quella somma in beneficenza. Se proprio vuole farlo, non è necessario che aspetti: potrebbe dare in beneficenza un bel po’ di soldi già da subito, anziché darli ai partiti politici e spenderli per una Maserati e un mega-yacht.

© The Daphne Caruana Galizia Foundation, 2019
© 2019 Giunti Editore S.p.A. / Bompiani

 

L'Italia si conferma al 41° posto per la libertà di stampa, già registrato lo scorso anno, nell'annuale report sulla libertà di stampa, il World Press Freedom Index, di Reporter Senza Frontiere. "Il giornalismo, principale vaccino contro la disinformazione – si legge nella presentazione del Rapporto – è al momento ostacolato in più di 130 Paesi". Ed è stata anche la pandemia a condizionare in negativo l'accesso alle notizie e la libertà dei media

 Quanta corruzione di potere, nodi impossibili da sciogliere 😶