Dar voce a chi non ne ha o non ne può avere, una sfida non da poco, una impresa coraggiosa e lungimirante.
Sassi
Rumori e sospiri
registro silenzioso
ogni tuo fragile spostamento
convergono fragili equilibri
lasciano il segno
i passi pesanti e attoniti
spostano gravemente
calpestano incessantemente
le mie curve silenti e sinuose
non batto ciglia
resto immobile
percepisco il tuo vitale cammino
comprendo il tuo errare vagante
mentre fermo attendo sospeso
un incerto destino
registro silenzioso
ogni tuo fragile spostamento
lunedì 13 maggio 2019
martedì 19 marzo 2019
Nessun uomo è un'isola
La responsabilità
Ieri come oggi l'aspetto maggiormente allarmante nel quotidiano è legato alla responsabilità personale e collettiva che condiziona azioni e reazioni, una sensibilità non percepita da tutti i cittadini allo stesso modo. Troppo spesso ci facciamo scivolare questo problema di dosso scansandolo come se non ci riguardasse, ignorandolo, evitandolo, senza tener conto dell'unicità del nostro pianeta e del sistema così fragile di relazione tra uomo e ambiente. Il mondo in cui viviamo è un mondo patogeno, in cui l’aria, l’acqua e il cibo nella maggior parte dei casi sono inquinati, dalle nostre azioni, che per gran parte della popolazione l’alimentazione è squilibrata, molto spesso povera di sostanze nutrizionalmente essenziali, che i cibi che mangiamo, i vestiti che indossiamo possiedono microplastiche, che gli squilibri tra chi ha troppo e chi non possiede nulla e muore per questo non possono portare la felicità.
Se attraverso sobrietà e nuovi equilibri, in molti, non ci destiamo muovendoci avremmo perso una grande occasione.
Ecco che la visione del documentario in questione non è semplicemente emblematica in situazioni diverse ma di forte impatto e stimolo per una reazione intima e collettiva, nella consapevolezza che insieme si possa e si debba agire.
Insieme
si Può, le culture e le persone, ognuna con la sua esperienza e tipicità, seppur in ambienti diversi, consapevoli che le nostre radici siano indistruttibili se nel legame con la propria terra e nelle tradizioni troviamo il coraggio e la forza di recuperare quanto di
più importante si possa amare e tramandare.
https://www.youtube.com/watch?v=txwP9UBLrSM
Nessun uomo è un'isola, un documentario di Dominique Marchais
Documentario da non perdere; ricche immagini suggestive di terre incantate seppur attraversate e stravolte dall'impetuoso modernismo che rompe equilibri secolari.
Concetti etici di vita sostenibile in modelli sociopolitici complessi ma imitabili.
Il racconto di un delicato quanto fragile rapporto Uomo Ambiente, tra paesaggi superbi, scelte politiche ed economiche e la prepotente solidità di relazioni umane rese forti da alte competenze per ritrovare equilibri perduti.
Un importante contributo alla salvaguardia dell'ambiente che viene molto spesso dal basso esplicato in una significativa cittadinanza partecipata e responsabile che contagia e condiziona le forze politiche. Perché un altro modo di vedere le cose è possibile concertando e coalizzandosi in visioni future maggiormente sostenibili.
Si rimanda nel documentario all'imponente ciclo di affreschi di Ambrogio Lorenzetti, da vedere se ancora qualcuno non lo avesse fatto. Una visita a Siena vale bene il viaggio
Un poster antico con cui, il partito al potere, volle che l’artista rappresentasse da un lato l’Allegoria del Cattivo Governo con gli effetti drammatici che esso produceva (carestia, assassini, saccheggi, violenza, povertà, ecc.) dall’altro l’Allegoria del Buon Governo con i suoi positivi effetti (città prospere, campagne coltivate, benessere, ricchezza, gioia, e così via).
L’intento di grande suggestione, molto esplicito:
solo se l’Amministrazione della Cosa pubblica avviene su principi di giustizia sociale equilibrio ed equità, il popolo può beneficiare del governo pubblico.
E ancora... mi sovvien,
mi tornano alla mente i bellissimi manuali per le scuole del grande Giulio Mezzetti, usati per molti anni, che con stupefacenti diorami permettevano di comprendere gli effetti del passaggio nei diversi cicli storici. ( L'ottusità di molti docenti, legati al tradizionale didascalico insegnamento di discipline complesse e inscindibili come storia e geografia, poi li ha combattuti)
https://www.youtube.com/watch?v=txwP9UBLrSM
Nessun uomo è un'isola, un documentario di Dominique Marchais
- DATA USCITA:
- GENERE: Documentario
- ANNO: 2017
- REGIA: Dominique Marchais
- PAESE: Francia
- DURATA: 96 Min
- DISTRIBUZIONE: Kitchen Film
- Titolo originale:
Nul homme n'est une île -Il film diretto da Dominique Marchais, è un viaggio in Europa, dal Mediterraneo alle Alpi, dove scopriamo uomini e donne che lavorano per riportare in vita lo spirito della democrazia e del buon governo.
Dagli agricoltori della Cooperativa Galline Felici in Sicilia agli architetti, artigiani e funzionari delle Alpi svizzere e del Vorarlberg in Austria, tutti fanno politica a partire dal loro lavoro e pensano a se stessi come a un destino comune. Perché come afferma Roberto Li Calzi, agricoltore co-fondatore de “Le Galline Felici” «La vita è più facile se non ci consideriamo individui isolati»-.
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| dal Lorenzetti ad oggi, lezioni di buone pratiche |
Concetti etici di vita sostenibile in modelli sociopolitici complessi ma imitabili.
Il racconto di un delicato quanto fragile rapporto Uomo Ambiente, tra paesaggi superbi, scelte politiche ed economiche e la prepotente solidità di relazioni umane rese forti da alte competenze per ritrovare equilibri perduti.
Un importante contributo alla salvaguardia dell'ambiente che viene molto spesso dal basso esplicato in una significativa cittadinanza partecipata e responsabile che contagia e condiziona le forze politiche. Perché un altro modo di vedere le cose è possibile concertando e coalizzandosi in visioni future maggiormente sostenibili.
Si rimanda nel documentario all'imponente ciclo di affreschi di Ambrogio Lorenzetti, da vedere se ancora qualcuno non lo avesse fatto. Una visita a Siena vale bene il viaggio
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| La campagna fertile ed armoniosaAggiungi didascalia |
L’«Allegoria del Buono e del Cattivo Governo» di Ambrogio Lorenzetti è un importante ciclo di affreschi realizzato da Ambrogio Lorenzetti tra il 1337 e il 1339, nella Sala dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena.
Il ciclo è una delle prime opere di carattere totalmente laico che troviamo nell’arte del tempo.Un poster antico con cui, il partito al potere, volle che l’artista rappresentasse da un lato l’Allegoria del Cattivo Governo con gli effetti drammatici che esso produceva (carestia, assassini, saccheggi, violenza, povertà, ecc.) dall’altro l’Allegoria del Buon Governo con i suoi positivi effetti (città prospere, campagne coltivate, benessere, ricchezza, gioia, e così via).
L’intento di grande suggestione, molto esplicito:
solo se l’Amministrazione della Cosa pubblica avviene su principi di giustizia sociale equilibrio ed equità, il popolo può beneficiare del governo pubblico.
«Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l’Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell’umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te».
John Donne,
Da Meditazione XVIIin Devozioni per occasioni d’emergenza,
Editori Riuniti, Roma, 1994, pp. 112-113.
Nessun uomo è un'isola,
intero in se stesso; ciascuno è un pezzo del continente, una parte dell'oceano
... la morte di qualsiasi uomo mi diminuisce, perché sono preso nell'umanità, e
perciò non mandare mai a a chiedere per chi suona la campana; essa suona per
te.
Un rimando al grande
scrittore
Per chi suona
la campana (For Whom the Bell Tolls), romanzo di Ernest Hemingway del
1940
Si racconta l’esperienza di Robert
Jordan, esperienza diretta dello stesso autore, che prese parte alla guerra
civile spagnola.
Il protagonista, Robert Jordan, è un
intellettuale Statunitense che combatte in Spagna per le forze
democratiche cui viene affidato il compito di minare e fare esplodere un ponte
di vitale importanza per i franchisti, ma Robert Jordan fa la conoscenza di Maria, la
cui vita è stata frantumata dallo scoppio della guerra. La storia si sviluppa
tra la svogliatezza di Pablo, il forte senso del dovere di Robert Jordan e
l'altrettanto forte amore per la vita rievocato dalla presenza di Maria. Il
titolo è ricavato da un famoso sermone di John Donne in relazione al
concetto secondo cui nessun uomo è un'isola e cioè non può
considerarsi indipendente dal resto dell'umanità, egli disse: «...And therefore
never send to know for whom the bell tolls. It tolls for thee.»
E ancora, visto che recentemente sono stata a
Diamante
Nuccio Ordine, Gli uomini non sono isole, La Nave di Teseo
...
“ Nessun uomo è un’isola, intero in se stesso.
ciascuno è un pezzo del continente, una parte dell’oceano. Se una zolla di
terra viene portata via dal mare, l’Europa ne è diminuita […];
La morte di qualsiasi uomo mi diminuisce, perché sono
preso nell’umanità, e perciò non mandar mai a chiedere per chi suona la
campana; essa suona per te.” – John Donne
Prendendo le mosse dalla commovente meditazione di John Donne (1624) a cui si
ispira il titolo del volume, Nuccio
Ordine arricchisce la sua “biblioteca ideale” invitandoci a leggere e
rileggere altre meravigliose pagine della letteratura mondiale. Convinto che
una brillante citazione possa sollecitare la curiosità dei lettori e
incoraggiarli a impossessarsi dell’opera intera, Ordine prosegue la sua
battaglia a favore dei classici, mostrando come la letteratura sia fondamentale
per rendere l’umanità più solidale e più umana.
In un’epoca segnata da brutali egoismi, dalla ripresa dei razzismi e
dell’antisemitismo, dalle terribili disuguaglianze economiche e sociali, dalla
paura dello “straniero”, queste pagine invitano a capire che “vivere per gli
altri” è un’opportunità per dare un senso forte alla nostra vita. Sulla scia di
L’utilità dell’inutile (tradotto in 32 Paesi) e di Classici per la vita
(tradotto in 6 lingue), questo nuovo volume è un inno a ciò che nella nostra
società viene considerato ingiustamente “inutile” perché non produce profitto.
Nuccio Ordine (Diamante, 1958) è
professore ordinario di Letteratura italiana nell’Università della Calabria. A
Giordano Bruno ha dedicato tre libri, tradotti in nove lingue, tra cui cinese,
giapponese e russo: La cabala dell’asino (2017), La soglia dell’ombra (2009) e
Contro il Vangelo armato (2009). Ha pubblicato anche: Teoria della novella e
teoria del riso nel Cinquecento (2009), Le rendez-vous des savoirs (2009), Les
portraits de Gabriel García Márquez (2012), L’utilità dell’inutile (2013), Tre
corone per un re (2015), Classici per la vita (2016). Fellow dell’Harvard
University Center for Italian Renaissance Studies e della Alexander von
Humboldt Stiftung, è stato invitato in qualità di Visiting Professor in diversi
istituti di ricerca e università negli Stati Uniti (Yale, NYU), in America
Latina (Universidad de San Buenaventura di Bogotà e Università Iberoamericana
di Città del Messico) e in Europa (EHESS, ENS, Paris-IV Sorbonne, CESR di
Tours, IEA Paris, Warburg Institute, Max Planck di Berlino). È Membro d’Onore
dell’Istituto di Filosofia dell’Accademia Russa delle Scienze (2010) e ha
ricevuto in Brasile tre lauree honoris causa. È stato insignito in Francia
delle Palme Accademiche (Chevalier 2009 e Commandeur 2014) e il Presidente
della Repubblica gli ha concesso la Légion d’honneur (2012). Il Presidente
della Repubblica lo ha nominato Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della
Repubblica Italiana (2018). In Francia dirige, con Yves Hersant, tre collane di
classici (Les Belles Lettres) e in Italia la collana “Classici della
letteratura europea”. È Presidente del Centro Internazionale di Studi Telesiani
Bruniani e Campanelliani. Collabora al “Corriere della Sera”.
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| ipertesti in cui navigare x capire non x memorizzare |
mi tornano alla mente i bellissimi manuali per le scuole del grande Giulio Mezzetti, usati per molti anni, che con stupefacenti diorami permettevano di comprendere gli effetti del passaggio nei diversi cicli storici. ( L'ottusità di molti docenti, legati al tradizionale didascalico insegnamento di discipline complesse e inscindibili come storia e geografia, poi li ha combattuti)
domenica 17 marzo 2019
Il mondo di Fedez
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| durante il concerto |
PRIMA DI OGNI COSA ( non male il testo, non male la canzone)
Cerca un po’ di te
nei testi di De Andrè
ci saranno lividi di cui andare fiero
altri meno
nei testi di De Andrè
ci saranno lividi di cui andare fiero
altri meno
Ma la verità, uguali a
metà, sono solo un bambino
che chiamerai papà
che chiamerai papà
Perché in testa c’ho la
nausea
Perché non sono mai a casa
Il cuore consumato come delle vecchie Vans
E tutti gli schiaffi presi in piazza
E l’inchiostro sulle braccia
Tutto ora combacia
Tua madre che mi bacia
Perché non sono mai a casa
Il cuore consumato come delle vecchie Vans
E tutti gli schiaffi presi in piazza
E l’inchiostro sulle braccia
Tutto ora combacia
Tua madre che mi bacia
Il primo bacio, il primo
giorno a scuola,
il primo giorno in prova,
il primo amore, il primo errore, il primo sole che ti scotta
Ed è la prima volta anche per me
che vedo te
Prima di ogni cosa
Prima di ogni cosa
il primo giorno in prova,
il primo amore, il primo errore, il primo sole che ti scotta
Ed è la prima volta anche per me
che vedo te
Prima di ogni cosa
Prima di ogni cosa
E ho preso appunti per
tutte le volte che ho sbagliato
Ho un manuale di istruzioni dove di istruzioni è scritto attaccato
E tu sei il primo posto in questa vita che mi sembra nuova
Prima di ogni cosa
Prima di ogni cosa
Ho un manuale di istruzioni dove di istruzioni è scritto attaccato
E tu sei il primo posto in questa vita che mi sembra nuova
Prima di ogni cosa
Prima di ogni cosa
Un cinico spietato che non
si è mai adattato
che non si è mai goduto ciò che la vita gli ha dato
Poi sei arrivato tu
Tutto si è fermato
Vorrei insegnarti tutto quello che non ho imparato
Cosa dimostra o demonizza di così spendibile un corpo giovane, scolpito e palestrato, devastato da tatuaggi, con un volto di bambino che inneggia all'anarchia mentre i nostri nonni si rivoltano nella tomba di fronte al disvalore dei Valori che ondeggiano sulle sue note?
Certamente lo spettacolo
scenico è alto e altro, tra gabbie, illusioni e oleogrammi volanti che si moltiplicano e sorprendono ma poi… solo fuffa anche se amena, gridata rabbia superficiale su tematiche mosce e generiche, e nel giorno dedicato alla madre terra in cui molti giovani hanno manifestato nelle piazze al Mandela solo pioggia di carta in stelle filanti e coriandoli, che dire?
che non si è mai goduto ciò che la vita gli ha dato
Poi sei arrivato tu
Tutto si è fermato
Vorrei insegnarti tutto quello che non ho imparato
Venerdì sera sono stata, mio malgrado, al Mandela Forum di Firenze per il primo incontro del tour di Fedez legato al suo nuovo album "Paranoia Airlines".
Uno show legato ad aspetti tecnici più che sonori, alle nuove risorse stupefacenti più che a competenze reali, ragazzini in delirio con tutte le parole in mente, parolacce comprese.
Una folla di bambine e bambini, urlanti e in estasi... ma cosa manca a questi ragazzi per riconoscersi in altro? Cosa la società dovrebbe valorizzare per far amare il bello?
Servono paginate di psicologia per comprendere aspetti inquietanti di un mondo rap, trasgressivo offerto come unica variante alla sorprendente normalità.
Cosa dimostra o demonizza di così spendibile un corpo giovane, scolpito e palestrato, devastato da tatuaggi, con un volto di bambino che inneggia all'anarchia mentre i nostri nonni si rivoltano nella tomba di fronte al disvalore dei Valori che ondeggiano sulle sue note?
Dice il tatuato “Frutto di tanto lavoro e un pizzico di follia, qualcosa di mai visto prima”
Certamente lo spettacolo
scenico è alto e altro, tra gabbie, illusioni e oleogrammi volanti che si moltiplicano e sorprendono ma poi… solo fuffa anche se amena, gridata rabbia superficiale su tematiche mosce e generiche, e nel giorno dedicato alla madre terra in cui molti giovani hanno manifestato nelle piazze al Mandela solo pioggia di carta in stelle filanti e coriandoli, che dire?
Troppo e troppo poco... cresci figliolo, cresci e non moltiplicarti più ti preghiamo, non generare altri piccoli ecomostri, fallo x noi, x la terra, x la nostra lingua italiana per le nuove generazioni, ti supplichiamo, troppo commerciale x essere vero, troppo debole x essere forte, troppo diseducativo x essere apprezzato, troppo amore esternato sui social x essere credibile, troppo di troppo e in fondo un gran bel NULLA
venerdì 8 marzo 2019
!0 marzo
Borgo San Lorenzo. "Ma noi eravamo altro" Domenica 10 marzo 2019, alle ore 17.30, tra poesia e musica a Villa Pecori Giraldi
Domenica 10 marzo 2019, alle ore 17.30, a Villa Pecori Giraldi, sarà possibile assistere ad un evento eccezionale e unico fatto di poesia e di musica. Le parole della poetessa Beatrice Niccolai si accompagneranno alle note della sezione classica “Camerata de' Bardi” della Scuola Comunale di Musica. A introdurre la serata sarà la Consigliera con delega alle Pari Opportunità Emanuela Periccioli. Il duo delle docenti della Scuola di Musica Roberta e Sabrina Malavolti Landi, violino e clarinetto/clarinetto basso, si legherà musicalmente alle tematiche poetiche trattate nelle creazioni della poetessa Niccolai: la Vita, il Destino, il Silenzio, il Cuore, il Tramonto, la Sera, la Notte.
La serata gode del patrocinio del Comune di Borgo San Lorenzo e si avvale della preziosa collaborazione della Scuola comunale di Musica, della Sezione Soci Unicoop di Borgo San Lorenzo e della Banca del Tempo nel Mugello. L’ingresso è libero.
Un successo per una serata di alto livello con tre grandi artiste ed un pubblico attento e numeroso, grazie!
Domenica 10 marzo 2019, alle ore 17.30, a Villa Pecori Giraldi, sarà possibile assistere ad un evento eccezionale e unico fatto di poesia e di musica. Le parole della poetessa Beatrice Niccolai si accompagneranno alle note della sezione classica “Camerata de' Bardi” della Scuola Comunale di Musica. A introdurre la serata sarà la Consigliera con delega alle Pari Opportunità Emanuela Periccioli. Il duo delle docenti della Scuola di Musica Roberta e Sabrina Malavolti Landi, violino e clarinetto/clarinetto basso, si legherà musicalmente alle tematiche poetiche trattate nelle creazioni della poetessa Niccolai: la Vita, il Destino, il Silenzio, il Cuore, il Tramonto, la Sera, la Notte.
La serata gode del patrocinio del Comune di Borgo San Lorenzo e si avvale della preziosa collaborazione della Scuola comunale di Musica, della Sezione Soci Unicoop di Borgo San Lorenzo e della Banca del Tempo nel Mugello. L’ingresso è libero.
| la scultura Libera tra breve farà bella mostra di sé nell'atrio restaurato del Centro d'Incontro |
Un successo per una serata di alto livello con tre grandi artiste ed un pubblico attento e numeroso, grazie!
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| La musica è poesia e la poesia è musica |
Tempi moderni/gesti antichi
8 marzo incredibile ma vero...
Ma dove vivono? Su un altro pianeta, lo spero.
Sembra una barzelletta di gusto retrò ma caramelle, cioccolatini e mimosa vanno a ruba
Meditate gente, meditate, si rasenta il ridicolo ed il paradosso, ma il clima è questo, effimere mimose e dolci caramelle per ceti elevati
FIRENZE — Sviopero femminista nel giorno della festa della donna a Firenze. Appuntamento alle 17.30 dell'8 Marzo in piazza Santissima Annunziata.
Ma dove vivono? Su un altro pianeta, lo spero.
Sembra una barzelletta di gusto retrò ma caramelle, cioccolatini e mimosa vanno a ruba
Arriva l'8 marzo, Trenitalia ha l'idea di festeggiarlo
e il progetto si concretizza in una caramella (gelèe Caffarel al limone) in
omaggio alle signore «se viaggiano in Executive o acquistano un menù Easy
Gourmet o usufruiscono del bar e del ristorante». Con la surreale
precisazione: «Salvo esaurimento scorte». La gaffe è planetaria. Le prese in
giro incontrollabili. Si arrabbiano tutti. Le femministe (abbiamo bisogno di
parità, non di caramelle). Le pendolari e le viaggiatrici dei treni regionali
escluse, oltrechè quelle dei Frecciarossa business (l'8 marzo vale solo in
prima classe?). I sovranisti (la Caffarel è di proprietà svizzera).
Probabilmente pure la Caffarel, associata a una delle più catastrofiche
promozioni mai viste.
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| Rispetto, dignità e parità |
FIRENZE — Sviopero femminista nel giorno della festa della donna a Firenze. Appuntamento alle 17.30 dell'8 Marzo in piazza Santissima Annunziata.
"Anche quest’anno, insieme a milioni di persone, scenderemo nelle piazze e nelle strade di tutto il mondo e sciopereremo per rivendicare il diritto di autodeterminazione in ogni aspetto delle nostre vite - si legge in una nota firmata da CPA Firenze Sud, Collettivo Politico Scienze Politiche, Rete dei Collettivi Fiorentini,Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos - Questa mobilitazione, grazie alla capacità del movimento femminista internazionale autorganizzato, che nel nostro paese è mosso dalla spinta e dal protagonismo di NonUnadiMeno, è riuscita a riappropriarsi dell’8 di Marzo ribaltando la mercificazione e la normalizzazione di tale giornata, che la cultura mainstream vorrebbe assimilare trasformando una giornata di lotta nata dalle viscere del movimento operaio, in una ricorrenza esclusivamente simbolica e pacificata".
L’otto marzo torna dunque ad essere una giornata di rivendicazione e di lotta delle donne e delle lavoratrici.
sabato 2 marzo 2019
Si dice marzo si legge Donna
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| vorremmo smettere di contare ma i volti non parlano da soli |
Discriminazioni, razzismo e sessismo, miscele velenose ed esplosive che inquinano le nostre comunità, come agire? Cosa Fare? Come fermare questo demone a più teste così feroce e disUmano?
La violenza chiama violenza, a partire dal linguaggio troppo spesso invocato dai nostri politici ormai sovrani senza corona e dignità.
L'8 Marzo da piazza SS Annunziata verso le 18 partirà, dopo momenti di riflessione ed animazione, un corteo per ribadire il diritto all'uguaglianza, alla parità, all'agire umano senza se e senza ma...
Evoluzione/questioni aperte, 8 marzo
e mimosa effimera, servono proposte solide
per trasmettere
modelli corretti ai nostri figli ai nostri studenti ed alle cittadine e
cittadini a partire dal linguaggio utilizzato.
...
Il nostro ordinamento giuridico è stato a lungo
permeato dalla violenza di genere: fino al 1956 era in vita lo jus corrigendi (il potere correttivo del pater
familias che comprendeva anche la forza), e solo nel 1996 lo stupro è stato
inserito tra i reati contro la persona. Nonostante oggi quelle leggi non
esistano più, sopravvive l'immaginario che le alimentava. Per questo inasprire
le pene non basta, è necessario aggiungere azioni sociali e culturali. Nonostante la crescente
sensibilità della gravità del fenomeno, nonostante la mobilitazione di associazioni
femminili, femministe e, di recente, anche maschili per contrastare ogni forma
di violenza di genere anche attraverso una condivisa riflessione critica
sull’immaginario culturale maschile che supporta e talvolta addirittura
giustifica queste violenze, il numero di “donnicidi” in Italia è costante pur
in presenza di una complessiva riduzione degli omicidi [1]. Una “cultura della
violenza" che sopravvive alle diverse (ed evidentemente ancor deboli)
azioni di contrasto e continua ad alimentarsi di luoghi comuni sull’identità
maschile, secondo il modello dell’uomo forte e autoritario, destinato “per
natura” a possedere e a comandare. Ferite, percosse che uccidono, ma che –
quando non uccidono – lasciano nelle vittime della violenza segni indelebili e
più profondi di quelli esteriori. La violenza sulle donne, comunque essa si
manifesti, come violenza fisica, sessuale, psicologica o economica, costituisce
un crimine che annichilisce, toglie la stima di sé, sottrae ogni certezza,
demolisce l’autostima.
A chi, sull’esempio di certa
stampa superficiale e scandalistica, motiva la violenza maschile sulle donne
indugiando sulla gelosia, il raptus o il “troppo amore”, si può rispondere che «ciò
che arma la mano di una persona violenta è un irrazionale desiderio di possesso
a tutti i costi» all’interno di relazioni tuttora asimmetriche tra i due generi.
Diciamo Basta a “Raptus e Tempesta emotiva” questioni di 2 giorni fa con sentenze da
brivido che
ricordano il tragico PROCESSO PER STUPRO, proiettato oggi a
studenti universitari. 8 marzo tutte e tutti alla manifestazione
E tuttavia è naturale chiedersi: come è
possibile che nel nostro paese sia ancora così radicata una mentalità tanto
arcaica, patriarcale, che rimanda la relazione intima al desiderio di dominio
sul corpo delle donne? Una mentalità che configura il rapporto di coppia
in termini di controllo e non di fiducia e condivisione?
Qui entrano in gioco la storia, i miti, alcune
radicate tradizioni, o meglio il “peso di certe tradizioni”e della nostra storia farcite di valore positivo a ciò che era ed è un evidente disvalore. Alla base
delle percosse, delle lame e delle pallottole c’è un retaggio antico, che
purtroppo perdura anche nell’Italia del 2000 e del 2019: «C’è – osserva Anna Baldry – la
volontà di poter controllare, fin nei minimi dettagli, la vita di un’altra
persona. Di punirla per essersi sottratta» a tale controllo.
Nel
nostro Paese, i precetti religiosi sono stati a lungo piegati a giustificazione
di un ruolo sottomesso delle donne al “capo-famiglia”, prima il padre e poi il
marito; i valori, le tradizioni e persino le leggi che consideravano la
violenza domestica contro donne e minori un “fatto naturale”, normale,
addirittura giustificabile e socialmente accettato sono state dominanti per un
tempo superiore a quanto si possa immaginare, rendendo a lungo opaca, se non
invisibile, la violenza di genere proprio perché essa coincideva con quei
valori.
Il nostro ordinamento giuridico è stato, del
resto, permeato a lungo di violenza, alimentandosi di disvalori considerati “valori insopprimibili” e di
un “immaginario patriarcale”
che ha segnato profondamente la storia e il diritto dell’Europa medievale,
moderna e contemporanea
Basti
pensare che, dopo l’entrata in vigore della nostra Costituzione e, in
particolare dell’art. 29 che proclama la “eguaglianza morale e giuridica dei
coniugi”:
- solo nel 1956 la Corte di Cassazione ha deciso
che al marito non spettava nei confronti della moglie e dei figli lo jus corrigendi (art. 571 c.p.), ossia il potere educativo e correttivo del pater familias che
comprendeva anche la coazione fisica;
- solo tra il 1968 e il 1969 la Corte Costituzionale ha
dichiarato costituzionalmente illegittimo l’art. 559 del codice penale che
puniva unicamente l’adulterio della moglie;
- solo nel 1975 il nostro ordinamento giuridico ha
sostituito la famiglia strutturata gerarchicamente con un nuovo modello di
famiglia paritaria;
- solo dopo la legge n. 442 del 5 agosto 1981, che ha abrogato la rilevanza penale della
causa d’onore, la commissione di un delitto perpetrato per salvaguardare
l’onore proprio e della propria famiglia (art. 587 c.p.) non sarebbe stato più
sanzionato con pene attenuate rispetto all’analogo delitto di diverso movente,
cancellando così il presupposto che l’offesa all’onore arrecata da una condotta
“disonorevole” costituisse una provocazione gravissima tanto da giustificare la
reazione dell’“offeso”;
- e sempre dopo tale legge del 1981 non avrebbe trovato più spazio nel
nostro ordinamento l’istituto del “matrimonio riparatore” (art. 544 c.p.), che prevedeva
l’estinzione del reato di violenza carnale nel caso in cui lo stupratore di una
minorenne accondiscendesse a sposarla, salvando l’onore della famiglia;
- solo nel 1996, dopo circa vent’anni di iter legislativo,
sarebbe stata approvata la legge n. 66 che, nel dettare nuove “Norme sulla
violenza sessuale”, trasferiva questo reato dal Titolo IX (Dei delitti contro la moralità pubblica e il buon costume)
del codice penale al Titolo XII (Dei delitti contro la persona).
Ritardi
che sono espressione evidente delle resistenze e della difficoltà di estirpare
nel nostro Paese le radici
delle asimmetrie tra i sessi
e, di conseguenza, della violenza di genere. Oggi quell’immaginario patriarcale non è più presente nelle leggi, nei
codici e nella giurisprudenza, ma ha lasciato segni profondi ed evidentemente
continua a sopravvivere nei comportamenti di molti uomini e donne...
E allora, che fare? A un problema complesso si devono
dare risposte articolate che affrontino la questione secondo un approccio integrato, capace di mettere in campo
strategie e interventi di diversa natura.
Interventi di vario
tipo, non limitati all’inasprimento delle pene a carico dell’autore della
violenza. La repressione è necessaria, ma da sola non basta. Oltretutto, la
punizione – indubbiamente indispensabile, anche per l’effetto deterrente che
può esercitare quando è dotata di efficacia e di effettività – in ogni caso
interviene dopo che la violenza ha avuto luogo e deve essere affiancata da
altre misure che abbiano la capacità di prevenire la violenza o comunque di
snidarla prima che si manifesti in tutta la sua brutalità.
Ben vengano, pertanto, gli interventi legislativi, da quelli di carattere
strettamente penale, intesi soprattutto a rafforzare l’effettività delle
sanzioni, a specifiche “leggi anti-violenza”, di cui quasi tutte le regioni
italiane si sono dotate. Ben venga la normativa anti-stalking, frutto di una nuova sensibilità del
legislatore italiano verso i temi della violenza, e ben vengano i provvedimenti
adottati nel 2013, ovvero la ratifica della Convenzione di Istanbul,
considerata il trattato internazionale di più ampia portata in materia, e la
conversione in legge del decreto n. 93/2013 (L. 15 ottobre 2013, n. 119).
Accanto agli interventi normativi, sia di tipo
punitivo che preventivo, devono però essere adottati anche maggiori strumenti
di intervento sociale (sportelli di ascolto e di denuncia, presidi
anti-violenza nei vari ambiti territoriali, case-rifugio per donne maltrattate,
attivazione di linee telefoniche dedicate, assistenza attraverso personale
specializzato, ma soprattutto istituzionalizzazione dei Centri anti-violenza
esistenti etc.) e poi interventi che
genericamente definirei culturali e formativi diretti sia a “professionalizzare”
le forze di polizia e gli operatori sanitari ed educativi, affinché acquisiscano maggiore sensibilità,
capacità di lettura e riconoscimento del problema, sia a realizzare in tutte le
scuole di ogni ordine e grado progetti per divulgare la cultura di genere, per
combattere gli stereotipi, per educare i giovani al concetto di parità e pari
opportunità. Non attraverso un isolato incontro o una conferenza, ma all’interno
di specifici percorsi formativi destinati a sensibilizzare, sin dalla più
tenera età, alla cultura del rispetto reciproco e della valorizzazione delle
differenze e al contrasto verso qualsiasi forma di discriminazione.
Insomma, un sistema integrato
di interventi
Convegno in
Prefettura su violenza su minori 10 giorni fa ( ignorando questione Forteto?)
Tante iniziative
promosse in questi anni coinvolgendo scuole e associazionismo, 25 eventi e
innumerevoli incontri a livello nazionale, regionale e metropolitano oltre che
locale. oltre a sostegno e sensibilizzazione a Nosotras ed Artemisia che
operano come partner della Società della salute Mugello anche Lunedi ore 14
…oltre
È ovvio che un tale sistema non può essere
realizzato con le poche risorse messe a disposizione dalla recente legge «per
il contrasto della violenza di genere»: non ci vogliono solo idee chiare e
obiettivi condivisi, non bastano gli attuali centri anti-violenza che – pur
nella precarietà in cui sono costretti ad operare – offrono eccellenti servizi
alla comunità, non è sufficiente la rete di associazioni femminili e maschili
mobilitate nel condannare e contrastare la violenza, ma è necessario, anche e
soprattutto, poter contare su un ceto politico e amministrativo convinto che
l’impegno per prevenire e ridurre il costo umano e sociale della violenza di
genere non è una spesa ma è un investimento,
una misura che contribuisce anche al sostegno dell’economia del Paese.
Meno
donne maltrattate in famiglia significa, infatti, più donne serene e produttive
nei luoghi di lavoro e risparmi per servizi giudiziari, cure mediche e servizi
sanitari, sociali e legali. A vantaggio dell’intera comunità, maschile e
femminile.
... mi chiedo cosa ci sia ancora da festeggiare. Veniamo uccise, stuprate, trattate non in modo paritario, ... credo che non ci sia niente da festeggiare.😄
Buona lotta a te e a tutte noi!
Buona lotta a te e a tutte noi!
lunedì 25 febbraio 2019
DIAMANTE localismi significativi
Diamante, Cosenza, Calabria, Costa dei cedri, una gemma tra le tante, un Borgo che racconta molte storie di personaggi e di parole, di volti e metafore, narrazioni sapienti e struggenti sui muri delle abitazioni. Una storia, tante storie x rivitalizzare il paese.
Un aggregato urbano proteso sul mare azzurro intenso, qualche manciata di case vecchie e nuove, accatastate ed arroccate, intricate in vicoli di scalette che si inerpicano e sorprendentemente discendono tanto da confondere, un bianco concentrato abitativo di esplosiva potenza evocativa dove portali imponenti lasciano spazio a modesti ingressi di forme e legni antichi e romantici, dove le piante esplodono ovunque anche nel degrado in una miscellanea vitale varietà di fiori spontanei e coltivati, dove i murales diffusi hanno contribuito alla rinascita di una Comunità affacciata sul mare di uno dei Borghi più caratteristici del cosentino.
| Forte realismo nel raccontare personaggi del luogo |
Collane di peperoncini pendono festose dagli affacci laddove grandi e piccoli vasi ospitano coltivazioni resilienti e i muri raccontano storie locali di tradizione e di ricerca, di vita e di morte.
Una conquista degli occhi passeggiare sul lungomare che tenuamente colorato fa bella mostra di sé, sinuoso e suntuoso, affiancato dalla magnificenza dei ficus fatti alberi con chiome curate tondeggianti da ammirare mentre lo sguardo si disperde nella fusione di azzurri, tra cielo e mare di mille variazioni di blu.
GenerIamo CambiaMenti il percorso, valorizziamo con saggezza attraverso partecipazione, innovazione e creatività, nuovi modi per esprimersi insieme per ritrovare forti e severe radici armoniche proiettate in modo dinamico verso un futuro sostenibile.
![]() |
| Diamante proteso sul mare si distende custodino dalle motagne |
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| Un'opera gigantesca di iperrealismo romantico ed accattivante |
Ecco che il prezioso motto del grande Don Milani può essere scomodato anche qui " I Care", l'opposto del me ne frego, tanto in voga quanto perdente, + impegno x tutti a partire dal coinvolgimento dei giovani, delle scuole, dalla valorizzazione del territorio nella sua vocazione per una visione alta del Bene Comune.
| Piante scale e colori |
"...
L’idea dei “Murales” è dovuta al pittore Nani Razetti, milanese, ma diamantese di adozione, il quale propose al sindaco del tempo, Ing. Evasio Pascale, il progetto di rivitalizzare il centro storico. L’Operazione Murales, iniziata nel 1981, portò a Diamante, dall’Italia e dall’Estero, ottantatre pittori, che nel mese di giugno iniziarono a dipingere i muri del centro storico, ormai diventati delle grandi tele, facendo rinascere nella gente che vi abita il gusto della conservazione del proprio passato, per un’idea viva, che proietti nel futuro."
Si cammina tra i vicoli mentre tra Sogno e Realtà si confondono i Pensieri onirici di bimbo
Considerazioni
Un tessuto sociale ricco necessita di una seria ed innovativa politica di integrazione, con investimenti nelle specificità dei vari territori e formazione dei nuovi arrivati, non ancora cittadini ma di fatto si, per permettere l'avvio di un nuovo RINASCIMENTO per l'Italia e l'Europa ( fondato sulle Comunità).
Una nuova identità in cui ogni realtà mantiene e valorizza le proprie caratteristiche valorizzando così la ricchezza tradizionale del territorio, la sua peculiarità in una visione più ampia di Rete di Bellezza e Buone Pratiche che partendo dal basso siano coinvolgenti e determinanti per uno sviluppo sostenibile in un sistema basato su microdemocrazia, empowerment e partecipazione civica.
Un tessuto sociale ricco necessita di una seria ed innovativa politica di integrazione, con investimenti nelle specificità dei vari territori e formazione dei nuovi arrivati, non ancora cittadini ma di fatto si, per permettere l'avvio di un nuovo RINASCIMENTO per l'Italia e l'Europa ( fondato sulle Comunità).
Una nuova identità in cui ogni realtà mantiene e valorizza le proprie caratteristiche valorizzando così la ricchezza tradizionale del territorio, la sua peculiarità in una visione più ampia di Rete di Bellezza e Buone Pratiche che partendo dal basso siano coinvolgenti e determinanti per uno sviluppo sostenibile in un sistema basato su microdemocrazia, empowerment e partecipazione civica.
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