martedì 14 aprile 2020

Oltre la grammatica

99 anni di Gianni Rodari, il favolista del '900 - Periodico Daily
 Omaggio ad un Gigante

Nel 1970 Gianni Rodari pubblica a Reggio Emilia, già allora la capitale della buona didattica, un insieme di indicazioni, spunti pedagogici dal suo quaderno di appunti di maestro elementare per parlare a tutti gli operatori del settore ed ai genitori dei processi e delle regole della creazione
Grammatica della fantasia. Introduzione all'arte di inventare storie


                        Grammatica della Fantasia: introduzione all'arte di inventare storie
                         Uno dei suoi capolavori

40 anni fa Il 14 aprile 1980 a soli 59 anni moriva a Roma uno dei più grandi autori specializzati in scritture per l'infanzia.


A 100 anni dalla nascita voglio ricordare l’unico italiano che ha vinto  nel 1970 il Premio Hans Christian Andersen 

Gli ideali  nelle linee educative di Gianni Rodari  che emergono nel testo Grammatica della fantasia articolato in 45  brevi capitoli:
·         “Io spero che il libretto possa essere utile a chi crede nella necessità che l’immaginazione abbia il suo posto nell’educazione; a chi ha fiducia nella creatività infantile; a chi sa quale valore di liberazione possa avere la parola. Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo“.
·         “L’incontro decisivo tra i ragazzi e i libri avviene sui banchi di scuola. Se avviene in una situazione creativa, dove conta la vita e non l’esercizio, ne potrà sorgere quel gusto della lettura col quale non si nasce perché non è un istinto. Se avviene in una situazione burocratica, se il libro sarà mortificato a strumento di esercitazioni (copiature, riassunti, analisi grammaticale eccetera), soffocato dal meccanismo tradizionale: «interrogazione-giudizio», ne potrà nascere la tecnica nella lettura, ma non il gusto. I ragazzi sapranno leggere, ma leggeranno solo se obbligati“.
·         “L’immaginazione del bambino, stimolata a inventare parole, applicherà ai suoi strumenti su tutti i tratti dell’esperienza che sfideranno il suo intervento creativo. Le fiabe servono alla matematica come la matematica serve alle fiabe. Servono alla poesia, alla musica, all’utopia, all’impegno politico: insomma, all’uomo intero, e non solo al fantasticatore“.
·         “La mente è una sola. La sua creatività va coltivata in tutte le direzioni“.

L’impegno di Rodari è stato quello di offrire materiale vivo e vivace in un manuale nutrito da idee e opportunità per travalicare quella routine scolastica composta di muri ostili e regole sterili.  
Nel processo educativo riusciamo così a scoprire, sorprendendoci, il ruolo fondamentale della Creatività che abbatte la noia e permette di apprendere divertendosi con una vitale componente di forte motivazione grazie alla quale  si oltrepassano schemi aridi e precostituiti. 
L’immaginazione diventa, tramite la parola dell'autore ed attraverso  i suoi esempi,  una via educativa di alto rispetto mentre la fantasia assume un ruolo fondamentale nel percorso di apprendimento e la scrittura creativa  offre infinite opportunità.
Fantasia ( il senso più profondo della libertà umana) e creatività q.b. come ricetta per tutti dagli educatori ai genitori, adulti di riferimento a vario titolo, atta ad inventare  permettendo di imparare.
Rodari propone tra l'altro l’uso de “il binomio creativo” due parole tanto distanti tra loro quanto stimolanti proprio per questo che permettono incontri narrativi spassosi così come “l’errore creativo” punto di partenza da matita rossa per liberare l’invenzione.
La nostra scuola per lo più mira ancora all’omologazione e tramite l’uso dell’intelligenza analitica spinge ad emergere con spirito di emulazione ed individualismo, appare ingabbiata e noiosa, ripetitiva e grigia fatta qualche debita eccezione, resta ancora difficile intravedere nella  Creatività un sinonimo di Intelligenza.
Citazioni:

     La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella               realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo.

Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo? 
Se si mettessero insieme le lacrime versate nei 5 continenti per colpa dell'ortografia si otterrebbe una cascata da sfruttare per la produzione di energia.
"Se ci diamo una mano i miracoli si faranno e il giorno di Natale durerà tutto l'anno."
Da tenere presente di questi tempi...


·

giovedì 9 aprile 2020

Aprile

Tra alberi e fiori: un'esplosione di forme e colori all'Hitachi ...

Aprile dolce dormire 

...
ma in questa penosa circostanza
rinchiusi tristemente in una stanza
non ci rimangono che rime in abbondanza 



Pioggia d'Aprile
di Luigi Pirandello
Attoniti, dai nidi

nuovi, sui vecchi tetti

guardano gli uccelletti.

mettendo acuti gridi,

cadere l'invocata

pioggia di mezzo aprile.

Tu dietro la vetrata,

dalla finestra bassa
come lor guardi e ridi.
E' nuvola che passa.
  
Aprile pittore 
di Renzo Pezzani
Così aprile in un giorno
m'ha dipinto il giardino:
di bianco calce tutto il muro intorno,
e tutto il cielo del più bel turchino.
Di verde non ha fatto economia.
Or tutto è verde in questa terricciuola
che sembra l'orto della Poesia.
Che chiasso di colori in ogni aiuola,
e quanti fiori, quanta fantasia di blu,
di rossi, di celesti e viola!
C'è un fior per tutti in questo mio giardino!








 Aprile 
di Anna Frank
Prova anche tu, 
una volta che ti senti solo

o infelice o triste,

a guardare fuori dalla soffitta

quando il tempo è così bello.
Non le case o i tetti, ma il cielo.
Finché potrai guardare

il cielo senza timori,

sarai sicuro

di essere puro dentro

e tornerai

ad essere felice.



  Filastrocca di primavera 
di Gianni Rodari

Filastrocca di primavera

più lungo è il giorno, più dolce la sera.

Domani forse tra l’erbetta

spunterà la prima violetta.

O prima viola fresca e nuova

beato il primo che ti trova,

il tuo profumo gli dirà,

la primavera è giunta, è qua.

Gli altri signori non lo sanno

e ancora in inverno si crederanno:

magari persone di riguardo,

ma il loro calendario va in ritardo.

Ognuno di noi nasconde un Poeta, proviamo a cimentarsi, non duole, non guasta

 Parole e colori

Con le rime o coi pennelli 
i colori sono quelli 
per descrivere in giardino 
ogni semplice angolino

viola e giallo paglierino
rosa bianco e poi turchino
 verde intenso smeraldino

 se ti impegni sul foglio o sul terreno 
e lavori nell'orto o nella stanza 
con intrepida costanza 

vedrai nascere con stupore 
fili ed erbe fiori e fieno
e un cielo luminoso in abbondanza

lunedì 6 aprile 2020

Noi abbiamo

IL PUNTO D'INCONTRO TRA LUCE E BUIO FA COLLASSARE IL CAMPO....(da ...
mentre sole e luna risplendono uguali per tutti

Il mondo ha 6 miliardi di vita e l'uomo è nato 150 milioni di anni fa.
Siamo oltre 7 miliardi, solo il 20% nato in un lembo di terra baciata da un dio, cioè semplicemente fortunati, il resto ancora si arrabatta per la sopravvivenza lottando tra guerre, carestie, epidemie e molte altre sciagure.
Arriva poi casulmente, accidentalmente una PANDEMIA che non è vero sia uguale per tutti, igiene, nutrizione, abitazione, ospedali e posti di terapia intensiva fanno la differenza, lo sappiamo bene.
In questa consapevolezza come assunto ci siamo sentiti responsabilizzati e dopo le prime incerte indicazioni e oscillanti notizie  abbiamo reagito increduli.

Abbiamo ascoltato
abbiamo compreso
Abbiamo ubbidito consapevoli che non sempre l'obbedienza è una virtù
Abbiamo cucinato, pulito, riordinato, ricamato, recuperato, restaurato, lucidato e  disegnato

Abbiamo fatto giardinaggio ideale o reale,  su un vaso o nel giardino, abbiamo seguito le notizie, abusato della televisione, sorriso e litigato

 Abbiamo golosamente copiato e realizzato ricette insolite, creative senza amici
 Abbiamo visitato e rivisitato cassetti e armadi,
 Abbiamo recuperato vecchi ricordi, rivisto le nostre grandi o piccole librerie
 Abbiamo riso e pianto, abbiamo letto, mai come ora trovando conforto in racconti,  romanzi e  saggi.

Abbiamo assaporato la bellezza delle grandi gallerie d'Arte e dei Musei che ci hanno arricchito colmandoci di sovrane bellezze
Abbiamo ascoltato musica e cantato da piazzette e balconi, mai l'italianità si è sentita nutrita di tanto orgoglio nazionale, ce la faremo, grido di speranza solcato dall'arcobaleno,
 #l'italiachereagisce #l'italiacheresiste


E ora?

Isolati e rinchiusi ancora per molto osserviamo con invidia e rabbia i video del girellare incosciente dei disubbidienti, di chi infischiandosene vaga per città, borghi e campagne.
 Osserviamo anche con dolore le sofferenze di chi si prende cura dei malati e i corpi fragili e penosi di chi colpito dal virus stenta a farcela, questi due opposti ci portano a riflettere.

Abbiamo rivolto un pensiero a chi la casa non ce l'ha, a chi muore senza cibo, non ha accesso all'acqua e a dolore si è aggiunto un altro immenso dramma mondiale.

Abbiamo meditato, infatti, con forza di volontà, scomodando filosofi, letterati, politici ed opinionisti
Continuiamo a reagire e a guardare ma per quanto riusciremo in questo sovraccarico, nebuloso, sovrumano intento?  Senza un filo di luce, con un buio che intravede un baratro economico all'orizzonte la nostra flebile determinazione oscilla, vaneggia, si offusca, il respiro manca e l'ira oltre all'ironia uccide, le laconiche esortazioni uguali ogni giorno si spengono nei corpi sempre più rattrappiti dalla infermità e la notte cala, un buio sovrano che spegne la VOGLIA DI VIVERE
#andràtuttobene

Una luce nell'oscurità | Foto Premium

domenica 5 aprile 2020

Uguaglianza

Da vivi o da morti, oltre l'appente inganno, resta la livella a riportarci alla pura realtà

Per chi non lo sapesse la livella è uno strumento di misura utilizzato per determinare la pendenza di una superficie rispetto ad un piano orizzontale di riferimento
Livella 3 Bolle cm 40 in Alluminio

La Morte contiene uno strumento di uguaglianza che non si ha nella Vita, agisce perciò come una livella riportando all'essenza di chi siamo, poveri cristi, tutti uguali seppur nelle nostre disuguali apparenti diversità, ricchi e poveri, belli e brutti, le più banali.
Tante sono le discrimazioni e le enormi differenze che in vita servono a nobilitarci o meno ma alla fine ci ritroviamo ugualmente privi di quella vitale prosopopea che ci ha fatto galleggiare ed emergere nel successo personale. 
Riflettiamo ieri come OGGI su questo bel testo di Totò ambientato in un cimitero in cui un visitatore si trova rinchiuso al termine dell' orario di visita...

https://www.youtube.com/watch?reload=9&v=AZ8mrzSKzQs

Testo di Antonio De curtis, in arte Totò
 
La livella
Ogn'anno, il due novembre, c'é l'usanza
Per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll'adda fà chesta crianza;
Ognuno adda tené chistu penziero.
Ogn'anno, puntualmente, in questo giorno,
Di questa triste e mesta ricorrenza,
Anch'io ci vado, e con dei fiori adorno
Il loculo marmoreo 'e zi' Vicenza.
St'anno m'é capitato 'navventura...
Dopo di aver compiuto il triste omaggio.
Madonna! si ce penzo, e che paura!,
Ma po' facette un'anema e curaggio.
'O fatto è chisto, statemi a sentire:
S'avvicinava ll'ora d'à chiusura:
Io, tomo tomo, stavo per uscire
Buttando un occhio a qualche sepoltura.
"Qui dorme in pace il nobile marchese
Signore di Rovigo e di Belluno
Ardimentoso eroe di mille imprese
Morto l'11 maggio del'31"
'O stemma cu 'a curona 'ncoppa a tutto...
...sotto 'na croce fatta 'e lampadine;
Tre mazze 'e rose cu 'na lista 'e lutto:
Cannele, cannelotte e sei lumine.
Proprio azzeccata 'a tomba 'e stu signore
Nce stava 'n 'ata tomba piccerella,
Abbandunata, senza manco un fiore;
Pe' segno, sulamente 'na crucella.
E ncoppa 'a croce appena se liggeva:
"Esposito Gennaro - netturbino":
Guardannola, che ppena me faceva
Stu muorto senza manco nu lumino!
Questa è la vita! 'ncapo a me penzavo...
Chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!
Stu povero maronna s'aspettava
Ca pur all'atu munno era pezzente?
Mentre fantasticavo stu penziero,
S'era ggià fatta quase mezanotte,
E i'rimanette 'nchiuso priggiuniero,
Muorto 'e paura... nnanze 'e cannelotte.
Tutto a 'nu tratto, che veco 'a luntano?
Ddoje ombre avvicenarse 'a parte mia...
Penzaje: stu fatto a me mme pare strano...
Stongo scetato... dormo, o è fantasia?
Ate che fantasia; era 'o Marchese:
C'o' tubbo, 'a caramella e c'o' pastrano;
Chill'ato apriesso a isso un brutto arnese;
Tutto fetente e cu 'nascopa mmano.
E chillo certamente è don Gennaro...
'Omuorto puveriello...'o scupatore.
'Int 'a stu fatto i' nun ce veco chiaro:
So' muorte e se ritirano a chest'ora?
Putevano sta' 'a me quase 'nu palmo,
Quanno 'o Marchese se fermaje 'e botto,
S'avota e tomo tomo.calmo calmo,
Dicette a don Gennaro:"Giovanotto!
Da Voi vorrei saper, vile carogna,
Con quale ardire e come avete osato
Di farvi seppellir, per mia vergogna,
Accanto a me che sono blasonato!
La casta è casta e va, si, rispettata,
Ma Voi perdeste il senso e la misura;
La Vostra salma andava, si, inumata;
Ma seppellita nella spazzatura!
Ancora oltre sopportar non posso
La Vostra vicinanza puzzolente,
Fa d'uopo, quindi, che cerchiate un fosso
Tra i vostri pari, tra la vostra gente"
"Signor Marchese, nun è colpa mia,
I'nun v'avesse fatto chistu tuorto;
Mia moglie è stata a ffa' sta fesseria,
I' che putevo fa' si ero muorto?
Si fosse vivo ve farrei cuntento,
Pigliasse 'a casciulella cu 'e qquatt'osse
E proprio mo, obbj'...'nd'a stu mumento
Mme ne trasesse dinto a n'ata fossa".
"E cosa aspetti, oh turpe malcreato,
Che l'ira mia raggiunga l'eccedenza?
Se io non fossi stato un titolato
Avrei già dato piglio alla violenza!"


Equality, Equity, & Freedom - ART + marketing
aspirazione in vita 



venerdì 3 aprile 2020

Omaggio a Frida

Frida Kahlo negli occhi di Nickolas Muray: arte e amore si ...
Splendida Splendente



Frida Kahlo (1907-1954) è una fantastica pittrice messicana, moglie del famoso artista Diego Rivera.
Fu colpita dalla poliomielite o altra menomazione, parlano di problemi alla spina, ma la sua sofferenza e infermità si deve  ad un gravissimo incidente stradale  il 17 settembre 1925  di cui fu vittima
Frequentava allora la Preparatoria aveva 18 e per tutta la vita, con una resistenza incredibile ed una volontà di vivere eccezionale, soffrì di dolori e di progressiva riduzione della mobilità.
 Frida Kahlo è considerata un’icona mondiale.
Albero della speranza sii solido". Frida Kahlo e l'arte dell ...
L'albero della speranza 
All’età di quindici anni la pittrice messicana si innamorò di uno studente suo coetaneo, Alejandro Gomez Aria.
 Un amore giovanile complesso, era con lui quando l’autobus sul quale viaggiavano scontrandosi con un treno le cambiò la vita causandole gravissimi problemi fisici.
Il ragazzo invece ne uscì fisicamente illeso anche se traumatizzato. La giovanissima Frida rimase gravemente ferita combatté per mesi tra la vita e la morte.

Proprio la lunga forzata immobilità seguita all’incidente la spinse a cominciare a dipingere. 
Frida and Diego Rivera, 1931 | Frida Kahlo (1907-1954) was o… | Flickr
Io e Diego
Col marito Diego Rivera, sposato nel 1929, ebbe un rapporto tanto intenso e passionale quanto conflittuale, lo amò follemente per tutta la vita, non riuscì a staccarsi da lui neanche dopo le più umilianti infedeltà. 

Diego incoraggiò fortemente la sua attività artistica che le diede larga fama e indipendenza economica. Nonostante le notevoli difficoltà legate alla  salute precaria  tentò per tre volte di avere un figlio, ma dovette subire tre aborti. Nelle sue piccole tele sono presenti elementi primitivi, naif, surreali, onirici, ma al tempo stesso estremamente concreti e realistici
E’una pittura istintiva, con colori forti e contrastanti, molto legata al Messico e alla sua natura di cui Frida si sentiva parte integrante, nonostante il padre fosse un immigrato tedesco di origine ungherese ed ebraica. Basti pensare che per sottolineare la sua appartenenza al Messico preferiva indicare la propria data di nascita non nel 1907, ma nel 1910, anno di inizio della rivoluzione messicana che rappresentò la rinascita del Paese.
La colonna rotta (opera di Frida Kahlo)
La colonna rotta
Molte tra le 200 opere di Frida Kahlo sono autoritratti (“io sono la persona che conosco meglio”)
Molte delle sue opere piccole e preziose  icone simili ad  ex voto, ritraggono momenti significativi della sua vita, la nascita, l’allattamento, i dolori di fisico e mente, la famiglia con il suo albero genealogico, e Diego, il suo grande amore. La sua infertilità diventa una ossessione e dipinge aborti e feti, rappresenta la paura della morte, l’appartenenza al suo Paese e i simboli della profonda aderenza all’ideologia comunista.

 Frida con i suoi stupefacenti abiti dai colori sgargianti e le sue pose, spesso in ambienti naturali corredati da  molti elementi decorativi, denuncia un forte e profondo legame con la natura.
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(pittura ad olio 44x 37 cm.) Pensando alla morte 

Il Tempo

Il tempo, il giudizio – COMUNITÀ Pastorale San Luigi Guanella

Dare al tempo Il giusto valore.

"Chi ha tempo non aspetti tempo"
decreta un diffuso proverbio, allora, visto che  ne abbiamo tanto a disposizione senza averlo richiesto, approfittiamone per aver CURA di noi, delle nostre menti oltre che dei nostri corpi, nella totale consapevolezza che quando finirà  questo paradossale momento potremmo ritrovarci migliori anche se sicuramente più poveri.


“…nessuna epoca ci è preclusa, a tutte abbiamo libero accesso: lasciamo che il nostro spirito esca dai limiti angusti che ci soffocano  e potrà spaziare nel tempo. Ci sarà possibile disputare con Socrate, dubitare con Carneade, raggiungere con Epicuro la felicità, vincere la natura con gli stoici, scavalcarla coi cinici.”
                                                                                           Seneca disserta su Il TEMPO


 Ti Auguro Tempo 
 Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare, non
solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare

Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.
 Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo 
ti auguro tempo perché te ne resti.      
                   Elli Michler     12 febbraio 1923 aWurzburg,  Germania - 18 novembre 2014 Heilbronn, Germania 
DINAMISMO e STATICITA' nel GIUDIZIO - Informazione e Cultura
tutti funamboli
 Sostantivo maschile: esecutore di esercizi di destrezza sulla corda, equilibrista
Figurato: che si destreggia in modo spericolato in mezzo ai mutevoli eventi
Staticità del funambolo

Il tempo prezioso non si ferma
sfugge alle mani caro funambolo
soccorre il  pensiero che disperde i brevi e lontani ricordi annebbiati

ferma l'immagine
sospendi il giudizio
guarda avanti
tu devi

godi ciò che il presente può offrirti
senza lagnanze e suppliche
senza languide esitazioni
senza dubitare
avanza

sospeso in un'aure dorata in un angolo riservato del tuo nido
rifletti e riposa 
nella staticità dell'attimo che scorre

10 curiosità sull'arcobaleno - Focus Junior


mercoledì 1 aprile 2020

La vita scorre

Mentre la vita scorre nonosante e le certezze tremano a braccetto con le speranze, mi pervade l'anima un senso di assoluta vanificazione di quanto vissuto.
 La staticità intrisa di precarietà costante nell'impossibilità di esprimersi fino in fondo sostenuta dalla completezza delle relazioni e dalla diversificazione dei ruoli mi rimanda alla FINITEZZA dell'ESISTENZA.
Soddisfatti alla grande i bisogni primari (e ci reputiamo fortunati per questo) affacciati affamati di respiro al mondo della Cultura e dell'Arte (e ci reputiamo fortunati anche per questo), computiamo pensieri ansiogeni sui tempi non infiniti che ci rimangono, esigue boccate di primavere sottratte... e il languido bisogno di Vivere ci assale mentre i cieli ora tersi e limpidi ora frastagliati di nuvole grigie ci confortano suggerendoci che non è la fine del mondo è semmai la fine della tua  Presenza terrena sempre più effimera.
Possiamo produrre più ricchezza ma non più tempo.
A chi può importare se le tue primavere scemano? I tuoi affetti sono pronti a farsene una ragione, i tuoi lasciti sparsi e disordinati troveranno mani disposte a disperdere ciò che in tanti anni hai gelosamente accumulato, gli impegni cadranno nel più assoluto oblio mentre tu SOLA rifletti sulla primavera che ti è stata sottratta.
La voglia di vivere recuperata per imposizione claustrofobica ti assale e ti impone una RESISTENZA ad  OLTRANZA

In fondo Vivere è un po' Morire  ogni giorno...
LA MIA ANIMA HA FRETTA
Ho contato i miei anni e ho scoperto che ho meno tempo per vivere da qui in poi rispetto a quello che ho vissuto fino ad ora.
Mi sento come quel bambino che ha vinto un pacchetto di dolci: i primi li ha mangiati con piacere, ma quando ha compreso che ne erano rimasti pochi ha cominciato a gustarli intensamente.
Non ho più tempo per riunioni interminabili dove vengono discussi statuti, regole, procedure e regolamenti interni, sapendo che nulla sarà raggiunto.
Non ho più tempo per sostenere le persone assurde che, nonostante la loro età cronologica, non sono cresciute.
Il mio tempo è troppo breve: voglio l’essenza, la mia anima ha fretta. Non ho più molti dolci nel pacchetto.
Voglio vivere accanto a persone umane, molto umane, che sappiano ridere dei propri errori e che non siano gonfiate dai propri trionfi e che si assumano le proprie responsabilità. Così si difende la dignità umana e si va verso della verità e onestà
È l’essenziale che fa valer la pena di vivere.
Voglio circondarmi di persone che sanno come toccare i cuori, di persone a cui i duri colpi della vita hanno insegnato a crescere con tocchi soavi dell’anima.
Sì, sono di fretta, ho fretta di vivere con l’intensità che solo la maturità sa dare.
Non intendo sprecare nessuno dei dolci rimasti. Sono sicuro che saranno squisiti, molto più di quelli mangiati finora.
Il mio obiettivo è quello di raggiungere la fine soddisfatto e in pace con i miei cari e la mia coscienza.
Abbiamo due vite e la seconda inizia quando ti rendi conto che ne hai solo una.
Mario de Andrade (San Paolo 1893-1945)


                          Poeta, romanziere, saggista e musicologo.
                          Uno dei fondatori del modernismo brasiliano.