martedì 21 aprile 2020

Giornata per la terra

Domani 22 Aprile sarà il cinquantesimo anniversario della 
Giornata Mondiale per la TERRA
Diversity Of Life Trans - Conservation Of Biodiversity Poster ...
 il lavoro di una scuola
http://www.earthdayitalia.org/CELEBRAZIONI/Earth-Day-Giornata-Mondiale-della-Terra-50-anniversario

Potremmo partecipare, leggere approfondimenti o comunque ricordare questo importante momento nella speranza che sobrietà, stili di vita e ricerca ci aiutino a trovare un equilibrio tra consumi ed abusi.

La nostra povera terra
mostra segni di cedimento
e rughe profonde di sfinimento

mari di plastiche irrorati
grandi orti e prati concimati

di chimica mortale
con un sapore sovente letale


Avanti tutta
uniti con sobrietà
Forse uno sforzo vale
 per costruire una rispettosa alternativa
che al nostro pianeta ridia nuova vita



...
Mother Earth Day fu voluto nel 1962 dal presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy e poi dal senatore Gaylord Nelson, che riuscì a coinvolgere importanti esponenti del mondo politico come Robert Kennedy, che a sua volta nel 1963 attraversò ben 11 Stati del Paese tenendo una serie di conferenze dedicate ai temi ambientali. “Nel corso degli anni la partecipazione internazionale all’Earth Day è cresciuta superando oltre 192 paesi e oltre un miliardo di persone in tutto il mondo: è l’affermazione della Green Generation, che guarda ad un futuro libero dall’energia da combustibili fossili, in favore di fonti rinnovabili, alla responsabilizzazione individuale verso un consumo sostenibile, allo sviluppo di una green economy e a un sistema educativo ispirato alle tematiche ambientali”
...
Gli eventi in Italia questo anno solo digitali
Nel nostro Paese le celebrazioni ufficiali della Giornata Mondiale della Terra sono organizzate da Earth Day Italia, che come sempre prevede un fitto programma di eventi anche se quest’anno, in concomitanza della Covid-19, sono stati trasformati in appuntamenti digitali.
Tutte le info si trovano al sito earthdayitalia.org. Earth Day Italia e Movimento dei Focolari organizzano una maratona multimediale, una sorta di Villaggio Per la Terra digitale dove ci incontreremo tutti.

“Noi torneremo ad abbracciarci presto. Lei ha bisogno di noi. Anche ora. Il 22 aprile Abbracciamola!”. 


È questo il messaggio di Legambiente per questa 50esima Giornata Mondiale della Terra e per l’occasione lancia un flash mob virtuale per tenere alta l’attenzione sulla cura e il rispetto del nostro pianeta, anche in questo momento difficile di convivenza con il virus. Partecipare è semplice: “Anche
 se non possiamo ancora tornare ad abbracciarci tra di noi, facciamo tutti un piccolo gesto di affetto dal valore simbolico verso il pianeta: condividiamo una foto in cui abbracciamo la Terra! Possiamo farlo abbracciando un mappamondo, una foto della Terra, o anche un disegno, che possiamo preparare prima coinvolgendo i bambini e il resto della famiglia, o anche creando una piccola scultura o abbracciando una mappa geografica o un atlante. Largo alla creatività!.
Le foto vanno postate sui social il giorno 22 aprile aggiungendo gli hashtag: #Abbracciamola e #EarthDay. Tutte le info sul sito legambiente.it/abbracciamola/.


L’Italia apre le celebrazioni mondiali, dedicandole a Papa Francesco nel quinto Anniversario della sua Enciclica Laudato si’

Il documento, in cui il Papa definisce la Terra La Casa Comune, ha contributo a far nascere in tutto il mondo la consapevolezza sugli effetti negativi dei cambiamenti climatici. 
Tema della giornata è il riscaldamento globale.

A livello mondiale, sulle piattaforme internet parleranno personaggi come Barack Obama, Greta Thurnberg, Leonardo Di Caprio.

Laudato sii, sulla cura della casa comune”: giovedì l'Enciclica ...
per leggere l'Enciclica

https://www.caritasambrosiana.it/Public/userfiles/files/Laudato%20Si'_italiano.pdf

In un pianeta in cui lo spreco, il rifiuto sono assorbiti con  assoluta naturalezza e addirittura la cultura dello scarto è diventata dominante le parole del Pontefice ci invitano ad una profonda riflessione.

lunedì 20 aprile 2020

Come pesci fuor d'acqua

23 | febbraio | 2016 | Come pesci fuor d'acqua
un salto di qualità

Siamo nati piangendo
l'aria non adatta ai nostri respiri anfibi
nudi abbiamo scoperto un'altra vita

Colori ci hanno attraversato e percosso
vincitori e vinti
in un mare di grigi affollati di sole

affoga chi non sa nuotare
quante volte naufraghi del mondo
siamo restati in apnea galleggiando

La vita ci fugge di mano
ora nel distanziamento sociale
isolati e muti

come pesci fuor d'acqua
dalla boccia annaspiamo
nella vana ricerca
di sopravvivenza

RESTIAMO UMANI

😷😷😷
Sentirsi un pesce fuor d'acqua 
Questo è un modo di dire abbastanza usato nella lingua italiana.
Si utilizza  in un linguaggio colloquiale per indicare un particolare stato d'animo relativo a chi fuori dal suo ambiente abituale non si sente a proprio agio provando quindi imbarazzo.

sabato 18 aprile 2020

La fine della storia

Un grande UOMO


QUALCOSA IN CUI CREDERE

Luis Sepulveda
4 ottobre 1949, Ovalle Cile
16 aprile 2020, Oviedo Spagna

       Lo ricordiamo nella innegabile forza e delicatezza dei suoi scritti:

Il vecchio che leggeva romanzi d'amore
Un nome da torero
La fine della storia
Diario di un killer sentimentale
Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare
Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa
storia di una lumaca
Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza
...
Le lumache che vivono nel prato chiamato Paese del Dente di Leone, sotto la frondosa pianta del calicanto, sono abituate a condurre una vita lenta e silenziosa, a nascondersi dallo sguardo avido degli     altri animali, e a chiamarsi tra loro semplicemente «lumaca». Una di loro, però, trova ingiusto non avere un nome, e soprattutto è curiosa di scoprire le ragioni della lentezza. 
Per questo, nonostante la  disapprovazione delle compagne, intraprende un viaggio che la porterà a conoscere un gufo malinconico e una saggia tartaruga, a comprendere il valore della memoria e la vera natura del coraggio, e a guidare le compagne in un’avventura ardita verso la libertà. 
Un nuovo indimenticabile personaggio entra nella galleria del grande scrittore cileno.
Un’altra storia memorabile che insegna a riscoprire il senso perduto del tempo.

  Caro Poeta e Scrittore continuiamo a volerti bene, le tue storie ci hanno allietato facendoci credere in    un mondo più equo, la tua lotta verso la  libertà ci ha fatto conoscere una storia dura e disumana, i tuoi personaggi che abbiamo amato ed ameremo ci riportano alla  ingenuità di cui tanto abbiamo bisogno.
  Il Covid 19 ha tolto volto e storia a troppe persone anziane che molto avevano forse da raccontare, se ne sono andati soli, senza celebrazioni nè retorica, poveri avanzi di una società produttiva che elimina gli  scarti ritenuti fardelli.
 Sono volti stanchi, e rugosi che ci lasciano, mani artritiche, schiene curve a cui sono stati rubati i sogni
  nutriti dai tanti sforzi titanici compiuti nei decenni per costruire un mondo diverso, democratico, di   benessere e di competenze indispensabili, di diritti e scuola per tutti, di esperienza e rispetto conquistati con grande pazienza e collaborazione, con immane  fatica  e comprensione infinita.
Tu sei stato celebrato e noi continueremo a leggerti come sempre perché quello che ci hai lasciato è prezioso, avremmo voluto continuare a vederti e sentirti, magari incontrarti chissà.
Ti pensiamo in volo consapevoli come ci hai insegnato che:

Vola solo chi osa farlo

vola solo chi osa farlo. | non c'è rosa senza spine By GiuMa

giovedì 16 aprile 2020

Una lirica

L'aquilone


C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole,
anzi d'antico: io vivo altrove, e sento
che sono intorno nate le viole.
Son nate nella selva del convento
dei cappuccini, tra le morte foglie
che al ceppo delle quercie agita il vento.
Si respira una dolce aria che scioglie
le dure zolle, e visita le chiese
di campagna, ch'erbose hanno le soglie:
un'aria d'altro luogo e d'altro mese
e d'altra vita: un'aria celestina
che regga molte bianche ali sospese...
sì, gli aquiloni! E' questa una mattina
che non c'è scuola. Siamo usciti a schiera
tra le siepi di rovo e d'albaspina.
Le siepi erano brulle, irte; ma c'era
d'autunno ancora qualche mazzo rosso
di bacche, e qualche fior di primavera
bianco; e sui rami nudi il pettirosso
saltava, e la lucertola il capino
mostrava tra le foglie aspre del fosso.
Or siamo fermi: abbiamo in faccia Urbino
ventoso: ognuno manda da una balza
la sua cometa per il ciel turchino.
Ed ecco ondeggia, pencola, urta, sbalza,
risale, prende il vento; ecco pian piano
tra un lungo dei fanciulli urlo s'inalza.
S'inalza; e ruba il filo dalla mano,
come un fiore che fugga su lo stelo
esile, e vada a rifiorir lontano.
S'inalza; e i piedi trepidi e l'anelo
petto del bimbo e l'avida pupilla
e il viso e il cuore, porta tutto in cielo.
Più su, più su: già come un punto brilla
lassù, lassù... Ma ecco una ventata
di sbieco, ecco uno strillo alto... - Chi strilla?
Sono le voci della camerata mia:
le conosco tutte all'improvviso,
una dolce, una acuta, una velata...
A uno a uno tutti vi ravviso,
o miei compagni! E te, sì, che abbandoni
su l'omero il pallor muto del viso.
Sì: dissi sopra te l'orazioni,
e piansi: eppur, felice te che al vento
non vedesti cader che gli aquiloni!
Tu eri tutto bianco, io mi rammento:
solo avevi del rosso nei ginocchi,
per quel nostro pregar sul pavimento.
Oh! te felice che chiudesti gli occhi
persuaso, stringendoti sul cuore
il più caro dei tuoi cari balocchi!
Oh! dolcemente, so ben io, si muore
la sua stringendo fanciullezza al petto,
come i candidi suoi pètali un fiore
ancora in boccia! O morto giovinetto,
anch'io presto verrò sotto le zolle
là dove dormi placido e soletto...

Meglio venirci ansante, roseo, molle
di sudor, come dopo una gioconda
corsa di gara per salire un colle!

Meglio venirci con la testa bionda,
che poi che fredda giacque sul guanciale,
ti pettinò co' bei capelli a onda tua madre...
adagio, per non farti male.

La poesia, di Giovanni Pascoli, del 1897,  fa parte della raccolta  “Primi poemetti”, è una lirica intensa e sofferta  che richiama due momenti della infanzia, il gioioso volo degli aquiloni in  una giornata di vento e la perdita di un suo giovane compagno di scuola in collegio.
Il male di vivere del poeta afflitto da ripetute e numerose perdite riecheggia nei versi  del testo così intenso e suggestivo  con un celato rimpianto verso le mani di sua madre, Caterina Vincenza  Allocatelli morta di crepacuore pochi anni dopo l’uccisione del padre. 
Una poesia della memoria perché contrappone il presente al passato.

Aquiloni, i migliori modelli sportivi, acrobatici, professionali
Torneranno a volare gli aquiloni 
Oggi che a causa della terribile Pandemia molti sono i morti con teste canute mi è tornato in mente questo testo sublime in cui la morte giovanile è vista come salvifica  rispetto alle  sofferenze che la Vita ci riserva.


martedì 14 aprile 2020

Oltre la grammatica

99 anni di Gianni Rodari, il favolista del '900 - Periodico Daily
 Omaggio ad un Gigante

Nel 1970 Gianni Rodari pubblica a Reggio Emilia, già allora la capitale della buona didattica, un insieme di indicazioni, spunti pedagogici dal suo quaderno di appunti di maestro elementare per parlare a tutti gli operatori del settore ed ai genitori dei processi e delle regole della creazione
Grammatica della fantasia. Introduzione all'arte di inventare storie


                        Grammatica della Fantasia: introduzione all'arte di inventare storie
                         Uno dei suoi capolavori

40 anni fa Il 14 aprile 1980 a soli 59 anni moriva a Roma uno dei più grandi autori specializzati in scritture per l'infanzia.


A 100 anni dalla nascita voglio ricordare l’unico italiano che ha vinto  nel 1970 il Premio Hans Christian Andersen 

Gli ideali  nelle linee educative di Gianni Rodari  che emergono nel testo Grammatica della fantasia articolato in 45  brevi capitoli:
·         “Io spero che il libretto possa essere utile a chi crede nella necessità che l’immaginazione abbia il suo posto nell’educazione; a chi ha fiducia nella creatività infantile; a chi sa quale valore di liberazione possa avere la parola. Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo“.
·         “L’incontro decisivo tra i ragazzi e i libri avviene sui banchi di scuola. Se avviene in una situazione creativa, dove conta la vita e non l’esercizio, ne potrà sorgere quel gusto della lettura col quale non si nasce perché non è un istinto. Se avviene in una situazione burocratica, se il libro sarà mortificato a strumento di esercitazioni (copiature, riassunti, analisi grammaticale eccetera), soffocato dal meccanismo tradizionale: «interrogazione-giudizio», ne potrà nascere la tecnica nella lettura, ma non il gusto. I ragazzi sapranno leggere, ma leggeranno solo se obbligati“.
·         “L’immaginazione del bambino, stimolata a inventare parole, applicherà ai suoi strumenti su tutti i tratti dell’esperienza che sfideranno il suo intervento creativo. Le fiabe servono alla matematica come la matematica serve alle fiabe. Servono alla poesia, alla musica, all’utopia, all’impegno politico: insomma, all’uomo intero, e non solo al fantasticatore“.
·         “La mente è una sola. La sua creatività va coltivata in tutte le direzioni“.

L’impegno di Rodari è stato quello di offrire materiale vivo e vivace in un manuale nutrito da idee e opportunità per travalicare quella routine scolastica composta di muri ostili e regole sterili.  
Nel processo educativo riusciamo così a scoprire, sorprendendoci, il ruolo fondamentale della Creatività che abbatte la noia e permette di apprendere divertendosi con una vitale componente di forte motivazione grazie alla quale  si oltrepassano schemi aridi e precostituiti. 
L’immaginazione diventa, tramite la parola dell'autore ed attraverso  i suoi esempi,  una via educativa di alto rispetto mentre la fantasia assume un ruolo fondamentale nel percorso di apprendimento e la scrittura creativa  offre infinite opportunità.
Fantasia ( il senso più profondo della libertà umana) e creatività q.b. come ricetta per tutti dagli educatori ai genitori, adulti di riferimento a vario titolo, atta ad inventare  permettendo di imparare.
Rodari propone tra l'altro l’uso de “il binomio creativo” due parole tanto distanti tra loro quanto stimolanti proprio per questo che permettono incontri narrativi spassosi così come “l’errore creativo” punto di partenza da matita rossa per liberare l’invenzione.
La nostra scuola per lo più mira ancora all’omologazione e tramite l’uso dell’intelligenza analitica spinge ad emergere con spirito di emulazione ed individualismo, appare ingabbiata e noiosa, ripetitiva e grigia fatta qualche debita eccezione, resta ancora difficile intravedere nella  Creatività un sinonimo di Intelligenza.
Citazioni:

     La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella               realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo.

Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo? 
Se si mettessero insieme le lacrime versate nei 5 continenti per colpa dell'ortografia si otterrebbe una cascata da sfruttare per la produzione di energia.
"Se ci diamo una mano i miracoli si faranno e il giorno di Natale durerà tutto l'anno."
Da tenere presente di questi tempi...


·

giovedì 9 aprile 2020

Aprile

Tra alberi e fiori: un'esplosione di forme e colori all'Hitachi ...

Aprile dolce dormire 

...
ma in questa penosa circostanza
rinchiusi tristemente in una stanza
non ci rimangono che rime in abbondanza 



Pioggia d'Aprile
di Luigi Pirandello
Attoniti, dai nidi

nuovi, sui vecchi tetti

guardano gli uccelletti.

mettendo acuti gridi,

cadere l'invocata

pioggia di mezzo aprile.

Tu dietro la vetrata,

dalla finestra bassa
come lor guardi e ridi.
E' nuvola che passa.
  
Aprile pittore 
di Renzo Pezzani
Così aprile in un giorno
m'ha dipinto il giardino:
di bianco calce tutto il muro intorno,
e tutto il cielo del più bel turchino.
Di verde non ha fatto economia.
Or tutto è verde in questa terricciuola
che sembra l'orto della Poesia.
Che chiasso di colori in ogni aiuola,
e quanti fiori, quanta fantasia di blu,
di rossi, di celesti e viola!
C'è un fior per tutti in questo mio giardino!








 Aprile 
di Anna Frank
Prova anche tu, 
una volta che ti senti solo

o infelice o triste,

a guardare fuori dalla soffitta

quando il tempo è così bello.
Non le case o i tetti, ma il cielo.
Finché potrai guardare

il cielo senza timori,

sarai sicuro

di essere puro dentro

e tornerai

ad essere felice.



  Filastrocca di primavera 
di Gianni Rodari

Filastrocca di primavera

più lungo è il giorno, più dolce la sera.

Domani forse tra l’erbetta

spunterà la prima violetta.

O prima viola fresca e nuova

beato il primo che ti trova,

il tuo profumo gli dirà,

la primavera è giunta, è qua.

Gli altri signori non lo sanno

e ancora in inverno si crederanno:

magari persone di riguardo,

ma il loro calendario va in ritardo.

Ognuno di noi nasconde un Poeta, proviamo a cimentarsi, non duole, non guasta

 Parole e colori

Con le rime o coi pennelli 
i colori sono quelli 
per descrivere in giardino 
ogni semplice angolino

viola e giallo paglierino
rosa bianco e poi turchino
 verde intenso smeraldino

 se ti impegni sul foglio o sul terreno 
e lavori nell'orto o nella stanza 
con intrepida costanza 

vedrai nascere con stupore 
fili ed erbe fiori e fieno
e un cielo luminoso in abbondanza

lunedì 6 aprile 2020

Noi abbiamo

IL PUNTO D'INCONTRO TRA LUCE E BUIO FA COLLASSARE IL CAMPO....(da ...
mentre sole e luna risplendono uguali per tutti

Il mondo ha 6 miliardi di vita e l'uomo è nato 150 milioni di anni fa.
Siamo oltre 7 miliardi, solo il 20% nato in un lembo di terra baciata da un dio, cioè semplicemente fortunati, il resto ancora si arrabatta per la sopravvivenza lottando tra guerre, carestie, epidemie e molte altre sciagure.
Arriva poi casulmente, accidentalmente una PANDEMIA che non è vero sia uguale per tutti, igiene, nutrizione, abitazione, ospedali e posti di terapia intensiva fanno la differenza, lo sappiamo bene.
In questa consapevolezza come assunto ci siamo sentiti responsabilizzati e dopo le prime incerte indicazioni e oscillanti notizie  abbiamo reagito increduli.

Abbiamo ascoltato
abbiamo compreso
Abbiamo ubbidito consapevoli che non sempre l'obbedienza è una virtù
Abbiamo cucinato, pulito, riordinato, ricamato, recuperato, restaurato, lucidato e  disegnato

Abbiamo fatto giardinaggio ideale o reale,  su un vaso o nel giardino, abbiamo seguito le notizie, abusato della televisione, sorriso e litigato

 Abbiamo golosamente copiato e realizzato ricette insolite, creative senza amici
 Abbiamo visitato e rivisitato cassetti e armadi,
 Abbiamo recuperato vecchi ricordi, rivisto le nostre grandi o piccole librerie
 Abbiamo riso e pianto, abbiamo letto, mai come ora trovando conforto in racconti,  romanzi e  saggi.

Abbiamo assaporato la bellezza delle grandi gallerie d'Arte e dei Musei che ci hanno arricchito colmandoci di sovrane bellezze
Abbiamo ascoltato musica e cantato da piazzette e balconi, mai l'italianità si è sentita nutrita di tanto orgoglio nazionale, ce la faremo, grido di speranza solcato dall'arcobaleno,
 #l'italiachereagisce #l'italiacheresiste


E ora?

Isolati e rinchiusi ancora per molto osserviamo con invidia e rabbia i video del girellare incosciente dei disubbidienti, di chi infischiandosene vaga per città, borghi e campagne.
 Osserviamo anche con dolore le sofferenze di chi si prende cura dei malati e i corpi fragili e penosi di chi colpito dal virus stenta a farcela, questi due opposti ci portano a riflettere.

Abbiamo rivolto un pensiero a chi la casa non ce l'ha, a chi muore senza cibo, non ha accesso all'acqua e a dolore si è aggiunto un altro immenso dramma mondiale.

Abbiamo meditato, infatti, con forza di volontà, scomodando filosofi, letterati, politici ed opinionisti
Continuiamo a reagire e a guardare ma per quanto riusciremo in questo sovraccarico, nebuloso, sovrumano intento?  Senza un filo di luce, con un buio che intravede un baratro economico all'orizzonte la nostra flebile determinazione oscilla, vaneggia, si offusca, il respiro manca e l'ira oltre all'ironia uccide, le laconiche esortazioni uguali ogni giorno si spengono nei corpi sempre più rattrappiti dalla infermità e la notte cala, un buio sovrano che spegne la VOGLIA DI VIVERE
#andràtuttobene

Una luce nell'oscurità | Foto Premium