sabato 18 aprile 2020

La fine della storia

Un grande UOMO


QUALCOSA IN CUI CREDERE

Luis Sepulveda
4 ottobre 1949, Ovalle Cile
16 aprile 2020, Oviedo Spagna

       Lo ricordiamo nella innegabile forza e delicatezza dei suoi scritti:

Il vecchio che leggeva romanzi d'amore
Un nome da torero
La fine della storia
Diario di un killer sentimentale
Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare
Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa
storia di una lumaca
Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza
...
Le lumache che vivono nel prato chiamato Paese del Dente di Leone, sotto la frondosa pianta del calicanto, sono abituate a condurre una vita lenta e silenziosa, a nascondersi dallo sguardo avido degli     altri animali, e a chiamarsi tra loro semplicemente «lumaca». Una di loro, però, trova ingiusto non avere un nome, e soprattutto è curiosa di scoprire le ragioni della lentezza. 
Per questo, nonostante la  disapprovazione delle compagne, intraprende un viaggio che la porterà a conoscere un gufo malinconico e una saggia tartaruga, a comprendere il valore della memoria e la vera natura del coraggio, e a guidare le compagne in un’avventura ardita verso la libertà. 
Un nuovo indimenticabile personaggio entra nella galleria del grande scrittore cileno.
Un’altra storia memorabile che insegna a riscoprire il senso perduto del tempo.

  Caro Poeta e Scrittore continuiamo a volerti bene, le tue storie ci hanno allietato facendoci credere in    un mondo più equo, la tua lotta verso la  libertà ci ha fatto conoscere una storia dura e disumana, i tuoi personaggi che abbiamo amato ed ameremo ci riportano alla  ingenuità di cui tanto abbiamo bisogno.
  Il Covid 19 ha tolto volto e storia a troppe persone anziane che molto avevano forse da raccontare, se ne sono andati soli, senza celebrazioni nè retorica, poveri avanzi di una società produttiva che elimina gli  scarti ritenuti fardelli.
 Sono volti stanchi, e rugosi che ci lasciano, mani artritiche, schiene curve a cui sono stati rubati i sogni
  nutriti dai tanti sforzi titanici compiuti nei decenni per costruire un mondo diverso, democratico, di   benessere e di competenze indispensabili, di diritti e scuola per tutti, di esperienza e rispetto conquistati con grande pazienza e collaborazione, con immane  fatica  e comprensione infinita.
Tu sei stato celebrato e noi continueremo a leggerti come sempre perché quello che ci hai lasciato è prezioso, avremmo voluto continuare a vederti e sentirti, magari incontrarti chissà.
Ti pensiamo in volo consapevoli come ci hai insegnato che:

Vola solo chi osa farlo

vola solo chi osa farlo. | non c'è rosa senza spine By GiuMa

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