martedì 15 maggio 2018

No all'omofobia, ognuno a modo suo

NO
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Al cuore non si comanda

uno sguardo
una parola
una intesa profonda
un respiro
un sospiro e un brivido
ti riconosco e ti amo
ti guardo e penso di non poter fare a meno di te
come una goccia nel mare
 come un animale nel branco
come una voce intima e vicina
come un'ala sospesa e leggera sospinta dal vento

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l'uguaglianza e l'amore non hanno genere 
ll 17 maggio si celebra la Giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, giornata istituita dall’Unione Europea nel 2007.
Il suo obiettivo è contribuire a sradicare l’omofobia, condannare e superare tutte le forme di discriminazione che ancora moltissime persone sono costrette a subire sulla base del loro orientamento sessuale.
17 maggio 2018
Nella diversità di ciascuno siamo tutti uguali
La Giornata internazionale contro l’omofobia, oggi è celebrata in oltre  di 140 paesi, con moltissimi eventi
Stop OMOFOBIA! Queste mobilitazioni uniscono milioni di persone a sostegno del riconoscimento dei diritti umani per tutti, a prescindere dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere.

Il 17 maggio del 1990 l'omosessualità fu rimossa dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale pubblicata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Dal 2007, in questo giorno, ogni anno, si celebra la Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia quale momento non solo di riflessione ma anche di azione per denunciare e lottare contro ogni violenza fisica, morale o simbolica legata all'orientamento sessuale. 
"La Città Metropolitana di Firenze - spiega Benedetta Albanese, consigliera delegata della Metrocittà - promuove il superamento delle situazioni di discriminazione nei confronti dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere di ogni singolo individuo. Per questo, nel 2015, ha riconfermato l'adesione, firmata tre anni prima dalla allora Provincia di Firenze, alla Rete Re.a.dy (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere)". 

La Rete Re.a.dy, nata in Italia dal 2006 su iniziativa di un gruppo di amministrazioni tra cui la Regione Toscana, si propone di favorire politiche locali di parità rispetto all’orientamento sessuale e all’identità di genere e di diffondere buone prassi sul territorio nazionale per contrastare le discriminazioni e promuovere una cultura del rispetto reciproco in cui le differenze siano considerate una risorsa da valorizzare. Alla Rete possono aderire Regioni, Province, Comuni, Associazioni di Enti Locali, Istituzioni e Organismi di parità. 

Nel 2017 le amministrazioni toscane aderenti alla Rete Re.a.dy sono 27
:
nel territorio metropolitano hanno aderito, oltre alla Città Metropolitana di Firenze, il Comune di Capraia e Limite, il Comune di Certaldo, il Comune di Firenze, il Comune di Montespertoli, il Comune di Pontassieve, la Consiglierà di Parità della Città Metropolitana. Proposta adesione anche per Borgo San Lorenzo, vedremo.

–La Regione Toscana intende promuovere tolleranza e favorire una cultura del rispetto delle differenze per prevenire le discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere, intende prevenire il bullismo e valorizzare le buone prassi esistenti creando continuità e legami con i programmi educativi e formativi svolti o in corso di svolgimento.

la Toscana nel 2004 con la legge 63,è stata la prima Regione ad approvare una legge contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, ribadendo e sottolineando il dettato dello Statuto regionale, che all'art. 4 afferma "il rifiuto di ogni discriminazione legata all'orientamento sessuale".
Nel 2010, è stato istituito un Osservatorio regionale permanente con il compito di aiutare e sostenere l'azione della Regione nello studio, censimento e monitoraggio dei casi di discriminazione. Ed in seguito ai risultati di un'indagine conoscitiva sul fenomeno, sempre del 2010, condotta presso tutti i Comuni toscani e a varie mozioni presentate in Consiglio regionale, sono state sviluppate azioni ad hoc rivolte agli studenti delle scuole. 

Contribuisci a rimuovere pregiudizi e facili emarginazioni, promuovi idee e  libertà

Diffondi pensieri POSITIVI

Uguaglianza e Diversità come DIRITTORisultati immagini per 17 maggio giornata mondiale contro l'omofobia

sabato 5 maggio 2018

A Mugello da Fiaba periLAB





Mugello da fiaba 2018  Venerdì 11 maggio or 16,30, sabato ore 12

Al mio bel Castello C’era una volta una fiaba capovolta

Laboratorio sugli stereotipi di genere a cura di Emanuela Periccioli
Tra Filosofia pratica, scrittura creativa e Pari opportunità
“La principessa, il principe, rospo o ranocchio o rana”

idea tratta da una fiaba dei fratelli Grimm “Principe ranocchio” o “Enrico di ferro”

Io racconto, scrivo, descrivo, invento, disegno e trasformo
Materiali: voce e fantasia, blocchi, colori, matite, pennarelli, parole e personaggi

e mail genitori se si desidera x invio storia scritta o raccontata a più voci



















  C’era una volta il paesaggio … un giorno una principessa
 … o un principe … passeggiando … vicino allo stagno … fuori dal suo … castello … incontrò un rospo o una rana … … vicenda e intreccio …

Conclusione chiusa o aperta?

Porta paesaggi e Porta personaggi da ideare insieme
Anche gli animali ci ascoltano

Apertura e spontaneità con le parole e i disegni di bimbi, ragazze e ragazzi in un incontro tra diversità x riscoprirsi uguali nei diritti, gli uni e le une con gli altri e le altre, nel rispetto della propria individualità e delle peculiarità di ciascuno e di ogni popolo

Prova te: 

Se Pinocchio diventò un pidocchio
Biancaneve e i sette Savi ...
Il casalingo e la regina

POLLICINA E MIGNOLINO ...
ALICE NEL PROFONDO NERO ...
CAPPUCCETTO GROSSO e Il CENERENTOLO E LA PRINCIPESSA ...

educare i bambini senza tener conto del genere
tutti supereroi 
alcune ricerche


STEREOTIPI più RAPPRESENTATI
Stare alla finestra: passività femminile Bambine - figlie malinconiche in attesa del… principe
 POLTRONA E GIORNALE Padre e marito GREMBIULE E CIABATTE Madre e moglie
Spazi della casa: Cucina MADRE MOGLIE Scrivania , Soggiorno, Sala pranzo PADRE MARITO Rituale della cena e zuppiera: MADRE MOGLIE

Professioni dei protagonisti
AI PROTAGONISTI MASCHILI attribuite 50 diverse tipologie professionali, tra le quali: re, cavaliere, maestro, ferroviere, marinaio, mago, scrittore, dottore, poeta, giornalista, ingegnere, geologo, esploratore, scultore, architetto, bibliotecario, scienziato, medico, direttore d’orchestra, etc.
ALLE PROTAGONISTE FEMMINILI attribuite 15 tipologie professionali, tra le quali: “maestra” (in assoluto la più frequente), seguita da strega, maga, fata, principessa, casalinga, etc.

Aggettivi riferiti ad entrambi i generi: felice, soddisfatto/a, curioso/a, contento/a, pauroso/a, gentile, timido/a, tranquillo/a, arrabbiato/a, permaloso/a, vivace, triste, dispettoso/a, socievole, bravo/a, allegro/a, preoccupato/a, spaventato/a, meravigliato/a.

Giochi e attività dei bambini  
 il carro armato telecomandato, il razzo spaziale, il robot, giocare a carte, giocare col computer e con gli scacchi • Gli sport: calcio, nuoto, pallacanestro, hockey sul ghiaccio • Le attività preferite: andare in bicicletta, ascoltare la musica, cantare, disegnare, cavalcare, fare gli scherzi, guardare la tv, inventare storie, leggere fiabe e leggere libri di avventure, leggere fumetti.

Giochi e attività delle bambine • I giochi : le bambole, la Barbie, gli scacchi, la dama. • Gli sport: sci, pattinaggio, nuoto e pallacanestro. • Le attività preferite: ammirare la natura, correre per i sentieri di campagna, catalogare francobolli, catalogare cartoline, cucinare, fare le pulizie, disegnare, fare grandi feste, guardare la tv, leggere, recitare commedie, ricevere amici, ma anche costruire un barometro e fare piccoli esperimenti scientifici.


Adulti di riferimento e  insegnanti propongono sfide banali o complesse e forniscono sostegno ai minori per vincerle.  Anche nei momenti cruciali di crescita esprimono aspettative positive, non smettono mai di alimentare l'autostima nei bambini e ragazzi e di manifestare  il convincimento che possano riuscire sia  nella scuola che nella vita.
Fanno il possibile perché tutti  ricavino il massimo dalle esperienze senza  scendere a compromessi.

mercoledì 2 maggio 2018

La mamma è pur sempre la mamma

Di mamma ce ne è una sola, non più vero ora lecitamente anche due, i tempi cambiano e le retoriche sono in decadenza, meglio così...

La dolcezza, l'abbandono fiducioso, la dedizione, la  spassionata cura, il totale annientamento sono ben evidenti nel dipinto
Gustav Klimt – Tre età della donna - madre e figlio Stampa Artistica (60,96 x 81,28 cm)
Madre con bambino

Gustav Klimt nato a Baumgarten, 14 luglio 1862 – morto a Vienna il  6 febbraio 1918) è stato un pittore austriaco, uno dei più significativi artisti della secessione viennese. il movimento si poneva come obiettivo rompere gli schemi tradizionali pittorici dell'800 con la creazione di uno stile che si distaccasse da quello accademico

Mamma ti evoco chiamandoti 
anelando la tua voce soave
l'ingordigia di possesso
l'esclusività dell'ascolto
mi batte il cuore solo al pensarti
custodita in un lembo di carne tenero
risorta migliaia di volte
nel vibrante ricordo
mamma
Parola magica che frastorna accogliente 
 accompagna suadente
mamma
la doppiezza dal termine allarga le labbra 
 le stringe in un tenero sforzo
mamma
non serve altro da aggiungere alla parola consolatrice
il suo sguardo, la sua  voce e le tenere mani sono parte vitale di Noi


Le tre età della vita (1905) Risultati immagini per gustav klimt le tre età

Questo dipinto vinse il premio all’Esposizione d’Arte Internazionale di Roma del 1911 e l’anno seguente fu acquistato dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. La tela unisce il decorativismo geometrizzante a un’inattesa introspezione psicologica nelle espressioni delle tre figure: la drammatica premonizione della fine nella vecchiaia, la tenerezza protettiva nella giovane donna e l’abbandono sicuro del bambino.

Una raffigurazione metaforica e realistica della vita: donna e madre donare tutto in attesa della inevitabile DECADENZA

lunedì 30 aprile 2018

1° Maggio, ricordiamoci l'impegno

Ecco arrivato il primo Maggio a chiudere un ponte lungo e in genere assolato in cui il divertimento, le visite alle città d'arte, escursioni al mare ed ai monti non saranno certo mancate.
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Il quarto stato 
Il pittore piemontese Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868-1907) studiando la società ha  realizzato Il Quarto Stato, una raffigurazione potente dell’ascesa del proletariato immaginata in una folla di donne e uomini che insieme marciano per i diritti.

L’opera è uno dei quadri simbolo del XX secolo, conservato nelle sale del Museo del Novecento di Milano divenuto il simbolo delle battaglie politico-sociali dei lavoratori.

Non serve forse ricordare ma nell'esssere prudenti sempre meglio non rischiare...
si festeggia il primo maggio...

Primo Maggio Festa del Lavoro di 3 anni in 3 anni avanti tutta


La data del 1° maggio, fu stabilita a Parigi nel 1889, prende spunto da un episodio di tre anni prima a Chicago (Stati Uniti) il 1° maggio del 1886.

 Era stato indetto per quel giorno uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti con il quale gli operai rivendicavano condizioni di lavoro più umane: anche dopo metà ‘800 infatti turni lunghissimi, alti rischi e morti sul lavoro


La protesta durò tre giorni e il 4 maggio culminò con una vera battaglia tra lavoratori e agenti di polizia. Undici persone persero la vita, fu definito come il massacro di Haymarket.
 Circa tre anni più tardi a Parigi il 20 luglio 1889, durante il primo congresso della Seconda Internazionale fu lanciata l'idea di una grande manifestazione per chiedere alle autorità pubbliche di ridurre a 8 ore la durata della giornata lavorativa. 
 Nella scelta della data si tenne conto proprio degli episodi di Chicago accaduti del 1886 e si stabilì che la Festa del lavoro o dei lavoratori, si celebrasse il Primo Maggio. 
L’iniziativa divenne un simbolo delle rivendicazioni operaie, di lavoratori che in quegli anni lottavano per conquistare diritti e condizioni di lavoro migliori.
Oltrepassò i confini francesi e, nonostante la risposta repressiva di molti governi, il 1° maggio del 1890 fu la prima, vera manifestazione internazionale che  registrò un’altissima adesione.
 Dal 1947 la Festa del lavoro e dei lavoratori divenne ufficialmente festa nazionale italiana e attualmente il Primo Maggio è giorno di festa nazionale in molti Paesi, da Cuba alla Turchia, dal Brasile alla Cina e in Russia, Messico e molti Paesi dell'Unione europea. Mentre non lo è negli Stati Uniti  da cui la storia è iniziata,  la Festa dei lavoratori si celebra infatti il 1° lunedì di settembre.
Il lavoro ancora per molti soprattutto giovani e donne è precario, troppo spesso non intravisto come realizzazione di progetto di vita né professionalmente appagante rispetto al percorso di studi.  Il lavoro su cui si fonda la nostra Carta costituzionale deve/ dovrebbe garantire realizzazione di sé e una vita dignitosa, troppo spesso rappresenta ancora un luogo di discriminazione di genere e di negazione delle identità. Questo anno la giornata è dedicata alla sicurezza, in Toscana 9 morti sul lavoro dall’inizio del  2018. 
La  traballante politica attuale deve avere la capacità di  affermare e restituire dignità, importanza, sicurezza, centralità e cura alla persona a partire dal Lavoro.
 Concerto del Primo Maggio 2018 a Roma: ecco la line up completa

Fantastico il tradizionale Concertone di chiusura della giornata a Roma in piazza San Giovanni


lunedì 23 aprile 2018

Il 25 Aprile si avvicina

Risultati immagini per 25 aprile 2018

Semplice lezioncina di storia... che non guasta mai


Cari ( care) giovanissimi, giovani e meno giovani Il 25 aprile 2018, giorno festivo quindi di vacanza, per  ricordare il 73esimo anniversario della Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazifascista, quindi una  festività civile. 
La scelta della data è simbolica, perché si commemora il 25 aprile 1945, ovvero il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI), con sede a Milano e guidato tra gli altri da Sandro Pertini, che oltre trent’anni dopo divenne Presidente della Repubblica, proclamò l’insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti.
In quella data venne indicato alle forze partigiane di passare all’azione colpendo i presidi fascisti e tedeschi presenti,  imponendo loro la resa, prima dell’arrivo degli Alleati.
Il CLNAI, “in nome del popolo italiano e quale delegato del Governo Italiano”, iniziò a emanare decreti legislativi, tra cui la condanna a morte dei gerarchi fascisti e  di Benito Mussolini, che  dopo  qualche giorno venne infatti catturato e fucilato a Milano. Piazzale Loreto non fu una dimostrazione democratica ma una tragica conclusione di un periodo funesto

 In quei giorni, vennero liberate le principali città del Nord, Bologna, Venezia e Genova, poi via via le altre, il 3 maggio si poté dichiarare conclusa la guerra, con la resa delle forze nazifasciste, finalmente!

mercoledì 18 aprile 2018

Fiori fuori



"Io devo forse ai fiori l’essere diventato pittore"
Signora in giardino a Sainte Adresse
dedicato a mia madre, "madamin Livia" 

(Claude Monet)

Parole di un grande innovativo pittore nato il 16 novembre 1840 a Parigi e fondatore dell'impressionismo francese; nelle sue opere pittoriche i fiori ed i paesaggi incantano non solo per le pennellate ed i colori ma perché rimandano ad un bisogno di libertà, di vita all'aperto di cura e di narrazione della passione attraverso una grande innovazione sia tecnica che cromatica.  Cogliere l'aspetto istintivo della visione, abbandonarsi alle suggestioni della realtà fenomenica con spontaneita e freschezza, una  pittura evocativa finalizzata a catturare l'impressione pura "en plein air" sensazioni fuggevoli e irripetibili, attimi fuggenti da sorprendere al volo con pennellate quindi veloci e sintetiche... consapevoli che
... Tutte le nostre percezioni visive avvengono attraverso la luce...

a voi approfondire per incantevole diletto



Lasciamoci trasportare dai grandi per cogliere quell'attimo incantevole che soprendentemente
ci ammalia nel rapporto con i fiori di un giardino o di uno spazio all'aperto, usciamo per rallegrarci, dunque

ecco che  leggera e delicata si innalza la margherita affiancata dalla santolina mentre la generosa bergenia già nell' ultimo inverno ci rallegra con forza ed eleganza, l'anemone timidamente rosso aranciato porge la corolla alla strsciante fresia gentile mentre i papaveri infestanti raccogono sanguigni la delicatezza della passione come i muscari dall'azzurro intenso e le perviche generose frutto dei suoli umidi, carnose e superbamente maestose la candide calle con il folto fogliame ci ammaliano nostagiche dei fervidi anni '30 
Sovrana nel portamento ci sorprende l'aquilegia dai vari colori sfumati ed intensi che si fa regina circondata da pratoline e miosotis, gentili celestiali non ti scordar di me, cerchiamo l'elleboro, rosa bianca di natale e troveremo primule e viole con intenso profumo... 
Giardino, dipinto di Lloyd 
ammirando le numerose orchideacee come la negritella e la neotina tridentata mentre occhieggia la pulmonarea officinale  e si intriga la clematide ornitogallo, cogliamo copioso il benefico tarassaco giallo,  l'achillea, l'erica che si  diffonde mentre la melissa ci dona il suo profumo acidulo e  la salvia dei prati cosparge di violaceo intenso campi e  vialetti...
continuerei all'infinito desolata per aver trascurato specie diffuse o desuete ma lasciando alla vostra vorace avidità la scoperta, certa che non sarete delusi

Alberi ed arbusti
gioiosi bellimbusti rallegrano il giardino
erbe e fiori occhieggiano dal gioioso pratino
mentre innalzano aromi calici da vicino
colorate corolle diverse e delicate 

indispensabili

da utilizzare per decoro ed insalate
sorprendenti e molto molto amate
care agli umili ed agli snob

indispensabili

per rallegrare gli occhi e resuscitare arcane conoscenze 
frutto di sagge care e amate sane reminiscenze
e i nonni sovente ritornano 
mentre il sorriso si fa riconoscente



Casa Pericciuli, una dimora semplice degli anni '30, nel cuore di Grosseto di fronte alle possenti mura, rinnovata grazie alla competenza e all'affetto di  Andrea e all'amore di Lucia, un giardinetto che è stato bellissimo e tra poco rifiorirà tornando a rallegrare 

Per gli  amanti dei fiori a Borgo San Lorenzo il 20, 21 e 22 Aprile FIORINFIERA trasformerà il paese in un giardino, la  rassegna giunta alla sua quinta edizione sarà accompagnata domenica dal divertente mercato  "Dalla Soffitta alla Cantina", ci sarà anche un banco x Artemisia
Vi aspettiamo!

sabato 7 aprile 2018

Omaggio a Calamandrei

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un vero spettacolo

Barcellona, sopra l'altare centrale nella Sagrata Familia, la grande basilica cattolica capolavoro dell'architetto Antoni Gaudì,  pende un Cristo con sorprendente baldacchino ad ombrello circondato da una corona di lampade che diffondono una luce esaltante e ammaliatrice...

Cari giovani, come "l'ombrellino"  in questione la nostra Carta un riparo sorprendente da tutti i mali

 La Costituzione non è datata, mostra la sacralità di una Carta Giusta, brilla, sovrasta  e rifulge come l'immagine,   è una cosa Nostra e dobbiamo conoscerLa e difenderLa


Il giovedì 1° gennaio 1948 quando entrò in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana l’Italia si risvegliò in festa, arricchita di una generosa Carta che  che dava dignità giuridica internazionale e sovranità al popolo italiano tanto giovane quanto nuovo  e dopo il drammatico ventennio fascista con  gli orrori della seconda guerra mondiale permetteva la nuova visione di uno stato democratico ed  egualitario


 

“La libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”


Piero Calamandrei, uno dei più significativi autori della nostra Costituzione, ricordò nel 1955 ai giovani la necessità che la nostra Carta, per restare vitale, deve essere alimentata dalla passione politica di tutti, ma in particolare dei giovani. Le sue parole sono di un'impressionante attualità.
Un grazie di cuore a tutti quei giovani che si impegnano per i loro ideali, li difendono e li condividono
Discorso agli studenti milanesi (1955) di Piero Calamandrei

"La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica. È un po’ una malattia dei giovani l’indifferentismo. «La politica è una brutta cosa. Che me n’importa della politica?». Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava. E allora questo contadino impaurito domanda ad un marinaio: «Ma siamo in pericolo?» E questo dice: «Se continua questo mare tra mezz’ora il bastimento affonda». Allora lui corre nella stiva a svegiare il compagno. Dice: «Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda». Quello dice: «Che me ne importa? Unn’è mica mio!». Questo è l’indifferentismo alla politica.

È così bello, è così comodo! è vero? è così comodo! La libertà c’è, si vive in regime di libertà. C’è altre cose da fare che interessarsi alla politica! Eh, lo so anche io, ci sono… Il mondo è così bello vero? Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perchè questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica… 

Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica; rendersi conto (questa è una delle gioie della vita), rendersi conto che nessuno di noi nel mondo non è solo, non è solo che siamo in più, che siamo parte, parte di un tutto, un tutto nei limiti dell’Italia e del mondo. Ora io ho poco altro da dirvi. In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli; e, a sapere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane…

Giovani studenti del Consiglio Comunale dei Ragazzi

Discorso di Piero Calamandrei sulla Costituzione, 1955

E quando io leggo nell’art. 2: «l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale»; o quando leggo nell’art. 11: «L’Italia ripudia le guerre come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli», la patria italiana in mezzo alle altre patrie… ma questo è Mazzini! questa è la voce di Mazzini!
O quando io leggo nell’art. 8:«Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge», ma questo è Cavour!
O quando io leggo nell’art. 5: «La Repubblica una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali», ma questo è Cattaneo!
O quando nell’art. 52 io leggo a proposito delle forze armate: «l’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica», esercito di popoli, ma questo è Garibaldi!
E quando leggo nell’art. 27: «Non è ammessa la pena di morte», ma questo è Beccaria! Grandi voci lontane, grandi nomi lontani…


 Ci sono anche umili nomi, voci recenti! 
Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, cha hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove fuorno impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione."

→ Piero Calamandrei (Firenze, 21 aprile 1889 – Firenze, 27 settembre 1956) è stato un politico, avvocato e accademico italiano, nonché uno dei fondatori del Partito d'Azione.