venerdì 21 aprile 2017

25 APRILE

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25 aprile 
25 aprile, Liberazione da regimi totalitari, fine della guerra, verso la libertà.
Nel ricordare atti di eroismo, situazione cruciali, le morti e le sofferenze proviamo ad essere meno celebrativi e più propositivi: uno sguardo alla storia, nostre radici ed un'attenzione al presente, nostro futuro.
Cerchiamo dignità nei volti dei bambini e delle donne siriane, nelle mani dei migranti, nei lager della Cecenia, nelle lotte tribali in molti stati africani, nelle sofferenze di chi è costretto a fuggire dalla propria terra per fame o per non essere perseguitato, negli sbarchi continui che fruttano alle mafie, nella compravendita di corpi ed organi ma anche nel contrastare la forza della nuova arroganza politica, il dominio e la fame di potere, il desiderio di sopravvivenza che copre gli occhi e vela il cuore, troviamo in questo la forza di agire, lottare, esistere e resistere  sostenendo i diritti e la legalità. Un presente nel quale ci giochiamo quei valori in cui tanto abbiamo creduto e per cui i nostri Padri hanno lottato.
Proponiamo con insistenza e regolarità  letture dei quotidiani nelle scuole, argomentiamo il presente, costruiamo capacità critica, usiamo le nostre LIM per vedere ogni giorno cosa accade, uno sguardo attento sul mondo motiva ed aiuta a crescere, difficile capire ma importante riconoscere. Avviciniamo i migranti per conoscerli, chiediamo racconti, sforziamoci di scoprire  dietro la pelle spesso scura la persona con spesso un tragico passato in attesa di una normalità spesso per noi scontata.
Costruiamo studentesse e studenti resistenti e pacifisti combattenti, via le bende dagli occhi, uccidiamo  l'apatia, aiutiamo ragazze e ragazzi con la nostra esperienza fuori dalla banalità sintetica degli innumerevoli manuali a crescere in questo mondo bislacco in cui Bene e Male si mescolano in tonalità di intenso grigio di putrida indifferenza.
Aule laboratorio di storia in cui costruire un presente, non studiare passivamente un passato lontano fatto di guerre, avanti tutta...siamo e saremo capaci di infiammare gli animi!
ieri ed oggi
Raccontare la forza ed il grande coraggio  di tutti quelli che 72 anni fa decisero di scegliere di opporsi alla DITTATURA VUOL ANCHE DIRE RESPONSABILIZZARE OGGI I GIOVANI FACENDO LORO COMPRENDERE CHE avere il coraggio di cambiare e di emanciparsi significa garantire  i diritti di tutti, l’abbattimento di terribili discriminazioni per costruire un presente ed un futuro di pace. 

mercoledì 12 aprile 2017

Pasqua a Firenze: orda sovrumana

Vacanze pasquali, mete ambite: città d'arte oltre al mare, cercare, vedere, fotografarsi tra la folla per ribadire: io c'ero
Una marea di persone in movimento alla ricerca dell'attimo fulgente, di una folgorante bellezza da immortalare, di un selfie  da inviare per comunicare lo stato d'animo lieto, la posa con gli amici, il vento che ti spettina, il sorriso originale, la leggerezza dell'esistenza, il potere della suggestione.
Esserci ed essere visti, le  parole d'ordine, eccomi, mi ammiri, sono qui, il dictat che ci schiavizza e che rimbalza immobilizzando il nostro presente ed il nostro futuro nella ricerca di apparire più che di esistere, nella scelta di essere invidiati più che di vedere e comprendere.  Firenzecard e il via libera ai maggiori musei, per gli Uffizi serpentoni pazienti, Opera del Duomo con 6000 visitatori, Accademia in overdose, Bargello e Cappelle medicee stracolmi, mercificazione della cultura o un impeto di interesse culturale in un Italia in cui si fa fatica a decodificare il Quotidiano? Le trame dei misteri del turismo di massa interrogano sociologi mentre gongola soddisfatto Franceschini e Paola Concia, assessora al turismo di Firenze,  dichiara che la città è sotto assedio, urge scoraggiare il turismo mordi e fuggi per investire in quello stanziale; la transumanza continua.
Firenze bottegaia, non di sofisticate amate antiche scuole artigiane ma di panini giganti,  di montagne di gelati chimici, di sovrumane golosità fittizie, dei caffè fumanti ingeriti con cupidigia insieme alle cartoline, visto, via, fotografato, ce l'ho, mentre l'unicità di profumi e sapori sfuma e svanisce in un bicchier d'acqua gassato, in una coca zero, in una orrida pizza a taglio che placano fame e sete non solo fisica. Apparentemente ristorano, cosa ti porti dentro difficile scoprirlo, ma in mano il sicuro possesso di souvenir demenziali di paccottiglia, cineserie e gondole, io c'ero, l'artigianato artistico troppo esclusivo e caro, un grande sconosciuto per troppi.
Firenze in questi giorni una marea in movimento, una invasione barbarica di predoni svestiti, voraci, festosi, fagocitanti, immagini di fiumane che inseguono ripetutamente, ossessivamente  percorsi unici ed esclusivi come scie  rumorose, sciamando nelle direzioni canoniche: Duomo, Signoria, santa Croce, santa Maria Novella, la folla si infittisce verso ponte Vecchio per diradarsi poi in direzione palazzo Pitti. Una città saccheggiata del suo stile alto borghese, sconosciuta ai più nella sua veste nobiliare e nella sua storia,  denudata dalle sue bellezze esclusive; come mosche su fatte di mucca i turisti cercano ossessivamente il ricordo unico, la memoria di un attimo, il fragore di un istante da portare con sé come souvenir.
Io e la cupola, io e il Battistero, io e il porcellino, io e l'Arno, io c'ero e tu?

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la magia e l'unicità di Firenze, la sua disgrazia le orde barbariche
Un consiglio, sciamate in luoghi meno affollati e ritroverete la bellezza, l'incanto del giardino Bardini,  del Bobolino a porta Romana, San Frediano e le viuzze oltr'Arno intrigate e accattivanti, le rampe a piedi per salire al piazzale, il percorso lungo le mura trecentesche con gli ulivi e la campagna, la basilica di San Miniato a Monte ed il cimitero monumentale, il giardino delle Rose con Folon, il giardino degli Iris, Forte Belvedere, il gelato alla Carraia e via così...

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Nostalgia del GRAND  TOUR? x chi è curioso
http://tecnicadiricevimento.xoom.it/PrimaG/page%203.html

anni 60
 boom economico e turismo di massa, un tema da approfondire in momento di crisi

domenica 9 aprile 2017

Scrittura collettiva e terza età


Sabato 8 Aprile 2017 si è tenuta  presso il Centro d'Incontro alle ore 9.30 la presentazione del libro "Il Sensale e altre storie”  con Sergio Giuliattini, Presidente Auser Verde Argento di Borgo e coordinatore dell'Atelier di Scrittura Auser Verde Argento e SPI di Borgo San Lorenzo.
Presente il Segretario dello SPI CGIL, Zantonetti. 
Bel pubblico, numeroso e variegato, elegante e raffinato, oltre alle autrici ed agli autori molti volti conosciuti  anche in rappresentanza  di svariate Associazioni. Lo Scrittoio con Una Grande Presenza, una in particolare vibrante e prepotente nonostante l’invisibilità corporea.

    Ringrazio Sergio Giuliattini per l’invito, sono stata onorata di rappresentare il Comune e di portare i saluti dell’assessora Cristina Becchi.
Un vero piacere essere stata con Voi alla  presentazione del libro “Il Sensale e altre storie” in cui si giocano veramente le basilari pari opportunità, uomini e donne non più giovanissimi insieme, spinti dal desiderio di incontrarsi e confrontarsi su oralità e scrittura, memoria e ricordi, con passione, perseveranza, impegno e dedizione.
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spegni il telecomando, accendi la mente
La conclusione di un interessante percorso  con la realizzazione di un impegnativo volume.  Un progetto per la  Terza età, quel  dorato periodo della vita in cui,  se si è fortunati, si possono recuperare memoria e competenze, esperienza e  sentimenti ma anche suggestioni per un presente vivo e vitale.  Condividere in sintonia,  non solamente fuori da scheletri di solitudine e  format televisivi, lontani da tristi tombole o altri giochi indotti o subiti come passatempo,  ma rivitalizzati nella memoria e nel ricordo, ricercatori di termini ed usi desueti per sentirsi ancora capaci di produrre,  forti di esperienze valoriali di un  intenso passato e di tradizioni da  tramandare.
Un tessuto sociale coeso quello di riferimento, un dopoguerra povero ma capace di unire persone su realistiche  prime necessità, voci di paese in uno spaccato mugellano che riecheggiano di sapiente e spicciola saggezza.
Allenare lo Spirito per rivitalizzare la Mente con la parola prima che con la scrittura, “ Mèns sana in corpore sano” l’antico detto, ma troppo spesso si tende a non coltivare la mente, a lasciarla sopire nel ricordo non rivisitato nella ricerca di una valorizzazione del  corpo per prepotenti dettami moderni di imposta nuova, eterna apparente giovinezza.
Il metodo di conduzione è  ciò che mi ha stupito positivamente  del corso,  la riscoperta e la valorizzazione dell’oralità e della scrittura collettiva che rimanda subito al grande maestro Don Milani ed alla sua pratica pedagogica.
Da molti ancora oggi non viene ritenuta una tecnica utile per imparare a scrivere, ma un vero e proprio puro esercizio mentale. L’unicità ed il pregio sta nel  giungere tutti insieme ad un testo compiuto partendo da idee anche parziali e confuse che ogni partecipante propone rilanciandole nel confronto costruttivo
 Un esercizio di pazienza strada facendo, di cammino comune, di grande esperienza cooperativa
La prima realizzazione di una produzione collettiva è un testo scritto nel 1963, si tratta di una lettera spedita ai ragazzi di una scuola elementare del Vho, frazione di Piadena, Mario Lodi l’insegnante.
 Il documento è preceduto da una presentazione del Priore per spiegare in quale  modo fosse stata scritta a più mani la lettera, da quali esigenze scaturiva e a quali conclusioni aveva portato.
 Una  prima testimonianza sulla tecnica della scrittura collettiva, forse meno conosciuta del celebre testo “Lettera a una professoressa”
 /https://www.donlorenzomilani.it/lettera-ad-una-professoressa/

Nell'estate del ’63,  il maestro Lodi fu accompagnato a Barbiana da Giorgio Pecorini per un confronto con  don Lorenzo ed i suoi ragazzi  su opinioni ed esperienze conclusosi con la proposta di iniziare una corrispondenza fra le due scuole, la quinta elementare del maestro Lodi  ed i ragazzi di don Milani. 
 “Il sensale e altre storie”
Oltre al metodo intrigante e innovativo ancora oggi, ci ritroviamo un  testo  che scorre veloce, che si legge con interesse, le pagine volano come le farfalle di Patrizia, e il Sensale,  un mediatore in affari e contratti di vario tipo che  fungeva da intermediario tra venditore e acquirente nella stipulazione di accordi transazioni e contratti, diventa una figura molto familiare accompagnata da un variopinto mondo spesso al femminile tratteggiato con cura nel dettaglio, con lingua acuta e qualche concessione dialettale. Ecco che  emergono spaccati di vita quotidiana, modi di fare, acconciature, abitudini e relazioni di un recente passato che suona lontano, anzi lontanissimo.
E da Gioia, l’ostessa a Annina e Gina in cerca di marito da Isabella con  il suo amato Gastone alla perpetua, scorrono  le vicende che avvincono e lasciano il segno. 
Uno spaccato di vita reale dietro l’astuzia e la cupidigia del sensale.
 I racconti che  completano il volume  sono freschi e struggenti, ricordi di figure familiari, amici, paure e gioie, aspetti che tessono le nostre vite spesso messi da parte ma qui fili concreti in cui rispecchiarsi, trame di vite vissute e restituite a noi in leggeri momenti del quotidiano.

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 divieto di invecchiamento mentale e fisico 
La voce accattivante di Anna Scalabrini ha reso con connotazioni suggestive lo spirito di alcuni straordinari personaggi.
Grazie veramente,  una piacevole mattinata con un testo appassionante da consigliare e donare.

Il sensale era già conosciuto dai persiani e dagli arabi dove rispettivamente era denominato “sapsar” e “simsar”, mentre nell'antica Grecia la figura del sensale era conosciuta con il termine proxenètes, dal quale trae origine la parola “proxenèta”, utilizzata sia in epoca romana che nel periodo medievale.
L'etimologia del termine (dall'arabo "simsar") è da collocarsi presumibilmente tra il 600 e l'800 d.C., periodo in cui l'Italia meridionale veniva conquistata dagli arabi.
Inizialmente la sua funzione consisteva nel mettere in contatto persone del luogo per soddisfare esigenze anche diverse da quelle di carattere commerciale, mentre successivamente, nell'antica Roma, il “proxenèta” assunse la figura di “intermediario di matrimoni” e di “conciliatore di dissidi familiari”. Solo successivamente, grazie allo sviluppo dell'impero romano, la sua figura assunse la più importante funzione di “mediatore in affari commerciali”.
Il 1º gennaio 1866 nacque il Codice di Commercio del Regno d'Italia, nella cui legislazione i sensali divennero “mediatori” e vennero distinti in due categorie: quelli pubblici, i quali erano muniti di mandato, e i “mediatori in altre specie di mediazione”, ovvero i sensali di merci, di assicurazione, per noleggio navi e quelli per trasporto per terra e acqua.
La legge del 20 marzo 1913, n.272 sancì che la professione di mediatore fosse libera e senza necessità di iscrizione ai Ruoli della Camera di Commercio, eccezion fatta per gli agenti di cambio e coloro che svolgevano incarichi pubblici.
Nel 1958 venne invece reintrodotto l'obbligo dell'iscrizione al Ruolo della Camera di Commercio: agli iscritti per la prima volta venne attribuita la qualifica di “agenti di affari in mediazione”.

                                                                                                

lunedì 20 marzo 2017

Una lezione su stereotipi e uguaglianza

21 Marzo ore 8 -10 Elsa Morante, docente in aula Claudia Vitale
  “Uguaglianza di genere tra emancipazione e stereotipi”
     a cura di Emanuela  Periccioli e Veronica Vargiu

                                                                                                                           Disegno di Silvano Campeggi
Obiettivi
Demolire alcuni stereotipi comuni per contrastare forme discriminanti
Approfondire la consapevolezza sul significato dei diritti delle donne;
Stimolare l’ascolto, la discussione e la partecipazione democratica nei processi
decisionali rispetto al tema dei diritti delle donne
Premessa
ESEMPI  e cambiaMenti vicini e lontani: Così si insegna l’uguaglianza di genere a scuola
Gli insegnanti hanno poche risorse digitali per parlare di parità tra ragazze e ragazzi in classe. Da questa constatazione  sono nati tanti progetti e percorsi proposti alle classi, alcuni veramente innovativi.
-Progetto europeo sul  linguaggio scientifico Scientifico (Scarperia) L’iniziativa non a caso si conclude nel mese di marzo, il “mese delle STEM” in cui il Ministero dell’Istruzione ed il Dipartimento delle Pari opportunità supportano l’iniziativa “Le studentesse contano!”, tesa alla diffusione delle buone pratiche scolastiche per realizzare la diffusione scientifica e la parità di genere.
-In Francia, è nata Matilda. La prima piattaforma digitale collaborativa che mette a disposizione online materiali educativi espressamente dedicati all’uguaglianza di genere. Libri, slide, video sono, infatti, a disposizione gratuita di maestri e professori che hanno intenzione di portare tra i banchi questo delicato soggetto. Una curiosità. Il nome deriva da Matilda Joslyn Gage, la femminista americana che, alla fine del XIX secolo, ha messo in evidenza, la negazione sistematica del contributo delle donne alla ricerca i cui risultati venivano spesso attribuiti ai loro colleghi maschi.

Scaletta con riferimenti
-Stereotipi e pregiudizi-  2 video e dibattito
·        “Stereotipi Modi di Dire”
·        “Se l’è cercata”
·        * Riflessione sul sessismo nella lingua italiana
·        ** Fa’afafine
A Rifredi lo spettacolo per promuovere la partecipazione dei più giovani, sarà offerto un omaggio agli under 18 che assistono allo spettacolo
Lo spettacolo che tanto scandalo ha suscitato negli animi di alcuni bigotti, “Mi chiamo Alex e sono un dinosauro", di Giuliano Scarpinato andrà  in scena il 18 e il 19 febbraio
Emancipazione ed uguaglianza
·         ***Tappe significative: breve storia dei diritti e dell’emancipazione femminile a  71 anni dal voto
·         8 marzo 2017
Dalle violenze invisibili al Femminicidio
·         “25 novembre 2016 PPT- Tu da che parte stai?
·         ****Cosa si intende per violenza ?
·         SPOT Gli uomini maltrattanti

*Il sessismo nella lingua di Cecilia Robustelli
Con l’espressione sessismo linguistico si fa riferimento alla nozione linguistic sexism elaborata negli anni ’60-’70 negli Stati Uniti nell’ambito degli studi sulla manifestazione della differenza sessuale nel linguaggio. Era emersa infatti una profonda discriminazione nel modo di rappresentare la donna rispetto all’uomo attraverso l’uso della lingua, e di ciò si discuteva anche in Italia soprattutto in ambito semiotico e filosofico. Nel 1987 l’uscita di un rivoluzionario volumetto, Il sessismo nella lingua italiana di Alma Sabatini, pubblicato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, allarga il dibattito all’ambito sociolinguistico e arriva a interessare attraverso la stampa anche il grande pubblico. Lo scopo del lavoro era politico e si riallacciava a quello di (ri)stabilire la “parità fra i sessi” – obiettivo all’epoca di primaria importanza – attraverso il riconoscimento delle differenze di genere (inteso come gender, concetto elaborato anch’esso in ambito statunitense, cioè l’insieme delle caratteristiche socioculturali che si legano all’appartenenza a uno dei due sessi). Al linguaggio viene riconosciuto un ruolo fondamentale nella costruzione sociale della realtà e, quindi, anche dell’identità di genere maschile e femminile: è perciò necessario che sia usato in modo non “sessista” e non privilegi più, come fa da secoli, il genere maschile né tantomeno continui a tramandare tutta una serie di pregiudizi negativi nei confronti delle donne, ma diventi rispettoso di entrambi i generi. ( trasmissione di modelli) Altro cruccio la Toponomastica

**Fa’afafine
A Rifredi lo spettacolo per promuovere la partecipazione dei più giovani, sarà offerto un omaggio agli under 18 che assistono allo spettacolo
Lo spettacolo che tanto scandalo ha suscitato negli animi di alcuni bigotti, “Mi chiamo Alex e sono un dinosauro", di Giuliano Scarpinato andrà  in scenail 18 e il 19 febbraio, avrei voluto vedere se la censura con forza medievale ne avesse proibito la presentazione demonizzandolo, roba da Inquisizione.
L’opera  con il patrocinio  di Amnesty International è stata segnalata non per l’orrore che presenta e rappresenta ma per i molti premi vinti: il Premio Scenario Infanzia 2014, il Premio Infogiovani 2015, l'Eolo Award 2016 come "miglior spettacolo di teatro ragazzi e giovani".
Discriminare una persona in quanto diversa
Lo spettacolo che è rivolto ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di secondo grado, è tratto da "Il mio bellissimo arcobaleno" di Lori Douron.  Narra semplicemente la storia di Alex, bambino gender fluid che un giorno si sente maschio e uno femmina, realtà esistenti non certo da negare in un monopolio esclusivo del binario unico maschio e femmina. 
Di questi giorni in cronaca testimonianze di genitori e Associazioni per raccontare e parlare dell’aspetto ed informare, uno sportello presente al Meyer a cui poter rivolgersi. Non tabù dunque ma realtà da affrontare senza angoscianti proibizioni né tantomeno oscurantismo retrogrado
Troppe le  polemiche, molte insensate giunte in particolare dalla Curia fiorentina che in una lettera pubblica ha ammonito le scuole e le famiglie cattoliche sui rischi che la visione dello spettacolo potrebbe comportare per i ragazzi.
Non si affonda sul problema della pedofilia, dilagante nella chiesa ma si demonizza la diversità, inconcepibile.
Dove è andata a finire quella cultura inclusiva del dialogo tanto sbandierata nella valorizzazione della accoglienza e delle diversità, quante battaglie  per  arginare il fenomeno del bullismo, che oggi appare in aumento e che sulla diversità agisce in modo subdolo e devastante. Riflettiamo, l’occasione è ghiotta per sconfiggere il moralismo, il perbenismo ed il  negazionismo

***Storia in sintesi dell’emancipazione femminile in Italia – In Italia la lotta per l’uguaglianza tra i sessi comincia in ritardo rispetto al resto d’Europa. La presenza femminile nella società italiana stenta ad affermarsi.
1874, istruzione
 viene permessa formalmente l’iscrizione delle donne ai licei e alle università
1902, lavoro la prima legge a tutela delle lavoratrici, con cui si stabilisce il divieto dei lavori sotterranei per le donne, si fissa l’orario di lavoro giornaliero in dodici ore al massimo e si proibisce il lavoro notturno alle ragazze di età inferiore ai 15 anni.
1 Guerra mondiale (1914-1918) le donne cominciano a diventare protagoniste della propria vita, vengono chiamate a ricoprire i posti lasciati vuoti dagli uomini partiti per il fronte, le donne sperimentano l’indipendenza economica e l’autonomia personale.
Alla fine del conflitto vengono rimandate tra le mura domestiche per lasciare spazio ai reduci, ma l’esperienza acquisita consentirà loro di condurre la battaglia per l’emancipazione con più forza.
1919
 l’approvazione della legge che abolisce l’«autorizzazione maritale» necessaria fino ad allora per qualsiasi atto, come aprire un conto in banca. La stessa legge ammette le donne all’esercizio di tutte le professioni e di gran parte degli impieghi pubblici.
Italia fascista le donne tornano ad essere considerate unicamente nel ruolo di mogli e di madri. Lo Stato cerca di ostacolarle in tutte le attività che possano allontanarle dal progetto di sposarsi presto e di mettere al mondo tanti figli.
Viene loro vietato di insegnare lettere classiche, storia e filosofia nelle classi superiori; le bambine per frequentare le scuole medie devono pagare tasse molto più alte rispetto ai coetanei maschi; nel
 1927 i salari femminili vengono dimezzati per decreto.
2 guerra mondiale- (1940-1945),  il lavoro femminile viene di nuovo preso in considerazione. Le donne incominciano ad essere assunte come tranviere, postine, impiegate; poi assunte alla Fiat e in tutte la fabbriche belliche e civili. Ma l’Italia uscita dal secondo conflitto mondiale torna a essere bigotta. Man mano che gli uomini rientrano, le operaie e le impiegate vengono licenziate.
1946 le donne italiane votano per la prima volta, suffragio universale. E l’approvazione della costituzione italiana (22 dicembre 1947) segna, almeno sulla carta, un ulteriore passo verso la pari dignità tra maschi e femmine.
articolo 29 della Costituzione sancisce la «piena uguaglianza morale e giuridica dei coniugi» (sebbene per rendere concreta tale affermazione bisognerà aspettare la riforma del diritto di famiglia del 1975).
articolo 37
 stabilisce per la donna lavoratrice gli stessi diritti e la stessa retribuzione che, a parità di mansioni, spettano all’uomo. Anche questa norma è rimasta a lungo inattuata e le differenze nei trattamenti salariali hanno continuato a esistere sul presupposto che il lavoro femminile non può assicurare il medesimo rendimento di quello maschile.
La realizzazione pratica del principio di parità fra i due sessi è stata ottenuta dopo anni di dure lotte da parte delle donne.
1963 viene approvata la legge che ammette  le donne ai concorsi per entrare in magistratura e 1965 compaiono i primi giudici donna. Nel 1963 si vota la legge che vieta il licenziamento a causa di matrimonio.
Negli anni settanta del 1900 la storia dell’emancipazione femminile in Italia vive il periodo più felice.
 1970 viene approvata la legge che introduce il Divorzio nel nostro ordinamento. Sarà sottoposta a referendum abrogativo nel 1974, ma la maggioranza degli italiani si dichiarerà contraria alla sua soppressione.
1975 viene varata la riforma del diritto di famiglia con cui si cancellano tutte quelle disposizioni che attribuiscono una posizione dominante al marito sia nella gestione familiare sia nell’educazione dei figli, stabilendo che i coniugi debbano partecipare in posizione paritaria alla conduzione della vita familiare.
Cambiano anche le norme sui figli naturali, quelli cioè nati fuori dal matrimonio: la donna non sposata che ha un figlio può riconoscerlo e non è più costretta a farlo registrare come «figlio di padre ignoto».
1978 viene approvata la legge sull’aborto, che consente alla donna l’interruzione volontaria della gravidanza, mettendo fine alla pratica degli aborti clandestini. La legge è stata sottoposta a referendum popolare nel 1981, la maggioranza degli italiani ha scelto di non cancellarla.
1981  abolizione del cosiddetto delitto d’onore, in base al quale chi uccideva la moglie adultera beneficiava di una fortissima riduzione della pena.

1948 Articolo 1 della Dichiarazione Universale dei diritti umani
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Articolo 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere o, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.
Articolo 7
Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.
Articolo 25
Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà. La maternità e l'infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.

****Cosa si intende per Violenza
Tra le prime violazioni dei diritti umani delle donne c'è la violenza, definita dalle Nazioni Unite in modo molto chiaro:“ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, o che possa probabilmente avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse minacce, coercizione o privazione arbitraria della libertà che avvenga nella vita pubblica o privata”. 
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità siamo di fronte a “un problema di salute di proporzioni globali enormi”, che colpisce un terzo delle donne e delle ragazze nel mondo.

-1 Proposta di Attività COLLAGE IMMAGINE E STEREOTIPI: introdurre gli studenti al concetto di diritti delle donne, l’insegnante chiede agli alunni di fare una ricerca di immagini sulle donne. Gli studenti dovranno trovare diverse immagini sulle donne utilizzando materiali facilmente reperibili a casa (come riviste, giornali, pubblicità di qualsiasi tipo per esempio del supermercato, bar, negozi ecc). Si chiede agli alunni di mostrare al proprio gruppo le immagini delle donne che hanno trovato. Ogni gruppo avrà un foglio grande, le forbici e la colla e potrà tagliare ed incollare le immagini creando un poster/collage. Prima di incollare le immagini, gli studenti condividono le loro impressioni rispetto alle immagini che hanno trovato e le raggruppano per tema; si mettono d’accordo su come vogliono esporre le immagini e quindi le incollano cercando di raggrupparle per tema, avendo cura di lasciare intorno dello spazio per poter scrivere successivamente. Osservando il proprio collage il gruppo è chiamato ora a scrivere in alto, come titolo del collage, LA DONNA E’ … e, a modo di cornice, alcune parole (sia sostantivi che si riferiscono al suo ruolo – es. mamma, badante, autista, postino, moglie, ecc.  sia aggettivi che si riferiscono alle sue qualità- ad es. bella, forte, sincera, intelligente, sicura di sé, ecc.). Ogni gruppo presenta poi il proprio poster/collage agli altri gruppi. Essendo una riflessione tesa a smascherare l’idea stereotipata della donna per fare emergere la possibilità di una immagine di una donna naturale, umana, con la propria unicità, peculiarità, con le proprie risorse e debolezze, si chiederà in plenaria agli studenti: la Donna è anche
-2 Proposta di Attività IL CORPO DELLE DONNE:
L'insegnante introduce l'attività chiedendo agli studenti che cosa è meglio secondo loro: rimanere se stessi, e correre il rischio di non essere visti, oppure fare di tutto per essere visti, omologando se stessi alle regole dell'apparenza, vestite alla moda, senza un difetto esteriore, sempre sorridenti e disponibili a qualunque commento? Gli studenti guardano uno stralcio (o due) preso da IL CORPO DELLE DONNE, per poi dibattere in plenaria su ciò che è stato detto e visto. L’insegnante guida la discussione sviluppando ulteriormente una riflessione e ponendo delle domande sul perché le donne accettino questo trattamento senza ribellarsi.
 (da 2’17’’ a 7’10’’) dignità- (da 11’40’’ a 16’17’’) espressione della faccia (da 18’49’’ a 23’15’’) dignità

-3 Proposta di Attività COME NASCE UNO STEREOTIPO
L’insegnante può affrontare la parte teorica su come nasce, all’interno del processo comunicativo, lo stereotipo, inteso come una semplificazione esasperata delle informazioni esterne, dovuta alla necessità di sentirsi al sicuro, e di prevedere ciò che accadrà nella relazione con l’altro.  Tanti video disponibili in Rete es.“ Come una ragazza”;  “Le cose Cambiano”
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Conclusioni con una domanda: “In che Paese vorresti Abitare e Perché?”

Infine visto che oggi è la giornata  mondiale della poesia ecco un testo di Beatrice Niccolai

Le nostre donne (da) “Sans papier- Reato d’esistenza di una buona a nulla”


Le nostre donne siamo noi
e tutto quello che ci contiene
ha odore di biancheria lavata a mano
nello scrittoio dei segreti.

Le nostre donne sono girasoli in fiore
nella battaglia dei giorni
e odore di bucato fresco pulito
sempre steso fuori,
dopo il calar del sole.

Le nostre donne siamo sodalizio taciuto
sottoscritto con la vita
la tenacia, la dolcezza, gli errori.
Delle nostre donne, io sono l'errante.

Le nostre donne
parliamo lingue diverse
alla stessa tavola

ma nell'inguine mai interrotto di Dio
lavate dalle stesse acque del Giordano-dentro
bagnate ognuna d'un colore diverso,

insieme, 

le nostre donne formiamo una bandiera

Scuola di sfide e di passioni

http://www.repubblica.it/esteri/2017/03/19/news/dubai_maggie_macdonnell_premio_miglior_insegnante-160922025/



Dubai, la canadese Maggie MacDonnell è la miglior insegnante del mondo - Repubblica.it

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Tutto da leggere e da godere l'articolo, da raccogliere la sfida nel dettaglio della sottile banalità dell'impegno quotidiano.

Maggie, una di Noi ormai, con il suo viso sorridente e la sua caparbia determinazione la docente dell'anno, solo un esempio, un mito, o una svolta per il mondo della scuola spesso in letargo con qualche sussulto vitale, non virale, al cambio di guardia di poveri ministri, troppo spesso impreparati o incapaci. 
Il coraggio e la passione di questa grande e giovane insegnante  rappresentano una bella sfida mondiale. Da un piccolo villaggio tra i ghiacci una missione di calore umano e di caparbia determinazione per la riconquista della  dignità di molti  giovani che vivono in un claustrofobico  isolamento a seguito di sfruttamento
 " loro sono la SOLUZIONE, non il problema". 
Sarebbe una grande rivoluzione culturale poter pensare che i nostri docenti, con lo stillicidio continuo dell'abbandono scolastico, un rigagnolo che diventa torrente, smettessero di punire con i 2 e i 3, voti alla persona non alla prestazione, (nome già di per sé tremendo) e guardassero lontano attraverso le pagliuzze scintillanti negli  occhi sempre luminosi delle  loro allieve  e dei loro allievi
Un sogno  che può diventare realtà con impegno e coraggio, formazione ed emulazione oltre la retorica burocratica della  Buona Scuola.
L'impegno e l'ingegno contaminano, non ci resta che sperare in un contagio epidemico

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scuola di passione e leggerezza 

domenica 19 marzo 2017

Dacia Maraini: la parola e l'esperienza

Incontro semplice e folgorante quello con la superba e solare Dacia Maraini, in tre giorni diversi, dalla premiazione in Regione allo Stensen con l'omaggio al padre Folco, ed ancora in mattiné al Niccolini per parlare di sfide e limite. Messaggi profondi rivolti ai giovani ed agli adulti con la pacata e sobria naturalezza delle Alte Persone. Tutto accade, tutto può accadere, dalla piccola alla grande storia in un susseguirsi di aneddoti e di considerazioni imperdibili, semplici ma frizzanti, apparentemente ovvi ma profondi quanto l'animo umano.
Dalle esperienze traumatiche una scelta di superamento del limite, stare dalla parte degli ultimi, accettare le sfide per costruire e diffondere diritti ancora negati.

giovedì 9 marzo 2017

Nonunadimeno

Se  le Nostre Vite non valgono Noi ci fermiamo


Se  le nostre Vite non valgono Noi ci fermiamo
Lo sciopero globale delle donne, a cui hanno aderito fino ad oggi oltre 50 paesi rilancia l'Otto Marzo, riappropriandosi del senso di lotta di questa data. Non solamente una giornata di festa, pizza e fiori ma una denuncia  sulla mancanza di diritti e di una parità di genere ancora lontana dall'essere raggiunta. Imponente la manifestazione a Firenze come in altre 70 città d’Italia e in ben  50 altri stati. Mobilitazione promossa in città dalla Rete nonunadimeno Firenze, piazza Santissima Annunziata ore 10, Lotto Marzo, poco giallo, con qualche traccia di timida ed effimera mimosa, il nero ed i fuxia si sono imposti all'attenzione con forza, in dettagli sfiziosi connotando la vasta area prima, il corteo successivamente.
Piazza MOLTO VARIOPINTA, dalla mattinata laboratori per bambini, interviste, qualche provocazione, musica, performance teatrali  e  forti accenti di rivendicazione si sono alternati in un carosello variopinto e festoso, moltissimi giovani, tanti gli stranieri. Dal microfono un interrotto fiume di letture: gli 8 punti della manifestazione, brani di prosa, poesie, articoli su discriminazioni di genere, sentenze su violenza, sentenza di Strasburgo sul tragico  caso fiorentino, molti messaggi giunti da altri paesi in lotta l’8 marzo.
Se le nostre vite non valgono, noi scioperiamo. #NonUnaDiMeno #LottoMarzo
Per l’intera giornata illuminata da un accattivante sole primaverile piazza  Santissima Annunziata si è animata con dibattiti, laboratori iniziative e presìdi fino alle 18,15,  momento culminante in cui si è avviato il corteo, NONUNADIMENO, in testa lo striscione e il furgone con diffusione di musica, belle canzoni di Mercedes Sosa, rivendicazioni, a seguire cartelli, bandiere e originali slogan su carta indossati con ironia e accattivante sorriso.  Centinaia di persone si sono mobilitate, qualche migliaio, uomini e donne, tantissimi giovani hanno percorso le vie del centro storico con soste e  performance esplicative di fronte a luoghi ritenuti maggiormente significativi, spesso applauditi dalle persone che incontravano, hanno sfilato mentre molte finestre si aprivano per condividere l’iniziativa.
Il Mugello, Borgo San Lorenzo,  presenti con una bella delegazione e 5 striscioni su aspetti  cruciali: questione Forteto, una spina nel fianco del territorio; immigrazione, spose bambine e mutilazioni genitali; le condizioni delle donne in Burkina;  retribuzione e corruzione il grido delle donne rumene; tu da che parte stai?, da parte dei giovani di Libera e di quelli che il 25 novembre in occasione della giornata contro la violenza sulle donne hanno partecipato ai  laboratori con Artemisia al Centro D’incontro. Per l'occasione abbiamo scelto di dar voce alla poesia donando, in presenza dell’autrice, 350 piccole pergamene con “Le mie donne” di Beatrice Niccolai, omaggio simbolico delle Donne del Mugello, come scritto sul retro. I testi sono stati letti al microfono da Daniela Morozzi in mattinata e da Giacomo Dominici, figlio della poetessa,  nel pomeriggio.

Un diritto conquistato non va celebrato, va vissuto, verità indiscussa ma quanti anni ancora le donne devono aspettare per vedere riconosciuti i loro diritti ancora negati?

Tra le prime violazioni dei diritti umani delle donne c'è la violenza, definita dalle Nazioni Unite in modo molto chiaro:“ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, o che possa probabilmente avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse minacce, coercizione o privazione arbitraria della libertà che avvenga nella vita pubblica o privata”. 
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità siamo di fronte a “un problema di salute di proporzioni globali enormi”, che colpisce un terzo delle donne e delle ragazze nel mondo.

C’è molto ancora da fare, rimbocchiamoci tutte e tutti le maniche, ognuno nel suo piccolo come può,  per l’anno in corso e quello che verrà!